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KOTOR, PERLA DEL MONTENEGRO

Quest’anno sono entrata in Montenegro dalla frontiera Albanese (provenendo da Scutari) dopo aver bypassato, senza troppi problemi, chilometri di auto in fila che attendevano pazientemente il controllo documenti. La bellezza di viaggiare in moto, a volte, è anche questa: saltare le file non creando troppo malcontento tra chi, in auto, è in coda.

KOTOR
L’isola di Budua

LA COSTA MONTENEGRINA, KOTOR MA NON SOLO

Il piccolo Stato del Montenegro (appena 13.000 kmq, indipendente dal 2006) – totalmente montuoso – è riuscito a conquistare, all’atto della sua costituzione, uno sbocco costiero sull’Adriatico che ha rappresentato una sorta di ancora di salvezza per l’economia del Paese. Questo tratto di costa che va da Dulcigno a Cattaro (Kotor) passando per Budua è splendido: un rincorrersi di curve, salite e discese che seguono la costa – frastagliata e molto verde – che contrasta col blu cristallino del mare. Se questi novanta chilometri di costa rappresentano una salvezza per il Paese dal punto di vista economico, non rappresentano affatto una “salvezza” per una motociclista che pensa di percorrerle in poco tempo nella settimana vicina a ferragosto. In estate i montenegrini pare usino scendere dalle loro montagne per mettersi in fila in auto per ore guadagnandosi così un agognato posto in spiaggia. Un giro in moto per la costa Montenegrina e una visita a Kotor, a prescindere dalle stagioni e dalla confusione, è un must che una motociclista non può perdersi.

TUTTI AL MARE!

Mai viste così tante persone procedere a passo d’uomo, dentro le loro auto, sotto il sole a picco, con i colori della rassegnazione stampati in faccia.
Non è dei migliori lo stato d’animo che una motociclista attraversa quando si rende conto di essere rimasta imbottigliata nel traffico con la sua moto, “costretta” nel completo traforato (dal quale da ferma non filtra un grammo d’aria) oppressa da guanti, stivali e casco e avvolta dal caldo abbraccio di 41 gradi. È in quei momenti, infatti, che la disperazione aiuta a sperimentare strategie di sopravvivenza poco ortodosse ma indispensabili: dal salire sui marciapiedi per uscire dalle rotonde, allo “zigzagare” in mezzo alle auto incolonnate facendo fare ai bauletti laterali acrobazie inaudite per non lasciare “indelebili ricordi” sulle fiancate dei veicoli diligentemente fermi in fila.

KOTOR

E quando, finalmente, arrivi alla meta, varcata una delle porte principali, la cittadina di Kotor ti appare sempre bellissima, magica, intrigante, anche se è già la terza volta che la vedi.

Kotor
La porta di Kotor

Kotor è una città fortificata sulla costa adriatica del Montenegro, posta ai bordi di una baia così stretta e lunga che ricorda un fiordo. Il suo centro storico medievale è caratterizzato da piazze che si aprono quando meno te lo aspetti, da chiese che sbucano all’improvviso alla fine si strette viuzze e stradine tortuose piene di stupende sorprese.
Sorprendono le fortificazioni della città che corrono in alto su per la montagna e arrivano ad immergersi al mare attraverso potenti bastioni.

LA STRADA DEI 50 TORNANTI

Finita la visita a Kotor si ritorna al piazzale antistante la porta di ingresso della città dove comodamente tutti parcheggiano le moto: già si pregusta il momento del divertimento, della meraviglia delle meraviglie…. la salita sul monte Lovcen, che dà il nome ad un piccolo ma caratteristico Parco Nazionale .
Appena si esce da Kotor occorre percorrere la strada che va in direzione Njegusi. Dopo le prime curve inizia la strada dei 50 tornanti, il paradiso terrestre del motociclista che ama coniugare il divertimento della guida con la sorpresa dell’anima: dalla cima della montagna che sovrasta Kotor il panorama è mozzafiato!


La strada è parecchio stretta e non è interdetta ai bus turistici. E’ già un problema quando due auto in senso contrario la percorrono: occorre che l’una ceda il passo all’altra in prossimità di un tornante, perché altrove non c’è spazio sufficiente perché due auto possano passare contemporaneamente. Quando è la volta di un bus … sono grandi manovre! Per fortuna con la moto si riesce a passare ovunque, anche quando bus e auto sono ferme, con i conducenti a terra che confabulano di misteriose traiettorie per trovare il modo di procedere “scambiandosi” il posto nell’unica corsia disponibile.

La bellezza di Kotor e del suo fiordo visti dall’alto, il fresco di cui si gode in montagna, il verde degli alberi che popolano il parco naturale e il divertimento della guida della moto su per i tornanti danno quella carica e quella voglia di avventura che stimolano ad affrontare sorridendo il resto del viaggio che verrà.