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Womenonbike

Annalisa Mentasti ed Ariete: solo per passione

Annalisa Mentasti ci racconta Ariete, azienda orgogliosamente italiana impegnata da oltre 72 anni nella produzione di occhiali e accessori per moto.

Ariete produce occhiali e accessori di elevata qualità per la moto, per l’utilizzo stradale e sportivo, e per gli sport estremi all’aria aperta.

Una produzione orgogliosamente italiana che si svolge nel massimo rispetto dell’ambente inteso come riduzione dei consumi energetici durante la produzione, eliminazione di materiali tossici, adeguato sviluppo della ricerca e dell’innovazione tecnologica.

 

Ariete, solo per passione

 

Fondata da Sandro Mentasti nel ‘47 al ritorno dal fronte africano della seconda guerra mondiale, dove aveva combattuto nella divisione corazzata ‘Ariete’, oggi è diretta dai figli e dai nipoti di Sandro. Abbiamo incontrato per voi la nipote Annalisa, liceo classico e laurea in economia aziendale all’Università Carlo Cattaneo, orgogliosa zia di due nipoti, è la responsabile del marketing e delle vendite all’ estero, che ci racconta la sua esperienza di donna in un mondo prettamente declinato al maschile.

– Annalisa, quando è nata la decisione di occuparti dell’azienda di famiglia?

«La storia della famiglia e dell’azienda si sono intrecciate fin dalla mia infanzia. Papà e zii lavorano in azienda, ci vediamo ogni giorno, si parla di numeri, di idee e di cose di casa! La passione è nata frequentando le gare e le fiere. Ricordo con emozione la gara Fast Cross di Arsago Seprio, il rumore assordante delle moto, il profumo dell’olio e della benzina, i piedi nel fango e la polvere sul volto e questi piloti tipo ‘super eroi’ che saltavano come gazzelle impazzite pur cercando di saltare meno in alto possibile per non perdere tempo. Tante emozioni tutte insieme! Contemporaneamente, ho iniziato e frequentare le fiere del settore distribuendo adesivi allo stand Ariete e raccogliendone altrettanti. Crescendo sono rimasta incantata da quel mondo di viaggiatori, commercianti che parlavano lingue diverse, avevano fusi orari e culture diverse, ma si incontravano dopo lunghi viaggi per lavorare insieme, portare idee, creare nuovi prodotti, legami di lavoro, ma anche di stima, rispetto, amicizia. Troppo affascinante!

Ho intitolato la mia tesi di laura “La gestione della multicanalità distributiva” e dopo un periodo di esperienze fuori dall’azienda, sono entrata a farne parte, nel settore commerciale. Un sogno diventato realtà!».

– Quanto ti hanno aiutata gli studi compiuti e quanto la consapevolezza di te stessa?

«Gli studi rappresentano la strada, la direzione, ma la consapevolezza di me stessa sono la moto e il carburante. Entrambi sono sinergici e complementari. In questo momento storico-economico è buona cosa mantenersi sulla strada poiché una sbandata potrebbe essere molto pericolosa».

– Dove risiede la tua forza?

«Tra cuore e cervello. Stare al centro del cambiamento promuovendo un rinnovamento continuo di prodotti, processi e mentalità, richiede una forte motivazione».

Ariete, solo per passione
Inizio dell’avventura di Annalisa (a destra) in Ariete con zia Silvana nel 1999
foto BY Dario Agrati

– Quali idee sei riuscita a realizzare per migliorare l’azienda?

«Abbiamo intrapreso un percorso di valorizzazione delle risorse umane di cui siamo fieri. Il team work è alla base di ogni risultato, vale per piloti e aziende. Anche noi imprese abbiamo i campionati ai quali dobbiamo arrivare pronte. Ci alleniamo costantemente, con disciplina e passione. L’obiettivo è sviluppare le migliorie per i nostri clienti. Il risultato è l’orgoglio di offrire loro prodotti innovativi o migliori».

– Hai mai avuto problemi a farti accettare in un ambiente prevalentemente maschile?

«All’inizio temevo che essere figlia di papà e donna sarebbe stato un grosso problema. Ho dovuto riconoscere, invece, che l’ambiente maschile è molto meritocratico: se vali ti accettano, altrimenti ti bollano, quindi il problema era inserirsi senza compiere passi falsi. Una cara amica di famiglia, la signora Conti, importatrice dei nostri prodotti in Francia, mi disse subito: “Cherie, là fuori è pieno di maschi che sanno tutto di moto. È semplice, devi sapere almeno di cosa stanno parlando. Impara i nomi delle moto, le loro cilindrate, i nomi di team e piloti nelle varie discipline, e parti da qui“. L’idea non era molto allettante, ma frequentando le gare e le fiere, e soprattutto grazie alle riviste di settore, mese dopo mese ho appreso quasi in modo automatico. È stato un consiglio molto ultile. Grazie signora Conti!».

– Com’è il rapporto professionale con i tuoi dipendenti uomini?

« Da parte mia di grande complicità e rispetto. Se non ci fossero loro, sarei un satellite perso nello spazio».

Ariete, solo per passione
Annalisa con Ilaria Naef, la regina del freestyle in carrozzina, @ilawheelie la prima ragazza al mondo (italiana) a eseguire il backflip con la carrozzina.

– Qual è stato il tuo contributo in azienda al rispetto dell’ambiente?

«Abbiamo varato un piano di tutela ambientale che mi è molto caro. L’abbiamo denominato ‘Sandro Mentasti Environmental Protection Program’ e prevede l’aggiornamento costante di quelle operazioni, scelte e materiali che tutelano il consumatore e l’ambiente. Grazie alle innovazioni tecnologiche è sempre possibile progredire. E’ dinamico e in costante evoluzione. Ogni livello assodato, nel momento in cui viene raggiunto è già obsoleto perché occorre andare oltre».

– Ariete interagisce con i migliori piloti dei campionati mondiali off-road. Li segui personalmente?

«Si. Non mi perderei mai la possibilità di ascoltare i dubbi o la soddisfazione dei piloti perché le espressioni dei loro volti precedono le espressioni e considerazioni dei clienti. I nostri prodotti sono articoli che permettono di vivere emozioni legate allo sport e alle passioni dunque devono dare massimo confort e performance.

I prototipi devono essere provati, sperimentati, stressati e portati al limite, altrimenti non potremmo garantirne le prestazioni. Poi, alla fine dei test, io stessa eseguo i lavaggi dei nostri occhiali da off-road in lavatrice perché, anche se sul manuale di istruzioni c’è scritto di lavarli con acqua corrente e sapone neutro, sappiamo bene che finiscono in lavatrice con tutto il resto. Talvolta nel lavaggio aggiungo l’ammorbidente così sono profumati».

– Ti senti arricchita dalla tua professione?

«Sono consapevole di essere una privilegiata, amo il mio lavoro e ho la possibilità di conoscere culture e mondi apparentemente molto distanti tra loro».

– Sei appassionata di motociclismo?

«Sì, tifo per i miei piloti, presenti, passati e futuri. In un certo senso quando un pilota entra a far parte della famiglia Ariete entra nel nostro cuore e non ne esce più. Insieme condividiamo momenti belli e brutti e, in mezzo, lunghi momenti di allenamento, speranze, dubbi, progetti, riabilitazioni. È lì che si svela la natura della persona, che si diventa amici. La festa sotto al podio è una ‘naturale’ conseguenza».

Ariete, solo per passione
Annalisa al club VAMS delle auto e moto storiche di Varese
foto by Enrico Maiocchi

Puoi descrivere la cliente tipo di Ariete?

«Molto esigente, intransigente sulla qualità, cultrice del made in Italy, attenta alla moda e al design. Non vuole un prodotto massificato, è attenta anche al livello tecnico e ama distinguersi per eleganzae l’abbinamento perfetto tra il casco e i dettagli delle rifiniture».

– S’informa sulle caratteristiche del prodotto che intende acquistare?

«Si. Ricevo personalmente le email inviate all’indirizzo CustomerCare@ariete.com e mi rendo conto del tipo di domande che vengono poste. La maggior parte delle donne chiede informazioni sul prodotto, sulle lenti, ul tipo di spugne e sulle omologazioni. Ho l’impressione che studino il prodotto e mi fa molto piacere perché ne va della sicurezza e della protezione. Le loro domande ci consentono di spiegare meglio i concetti nelle edizioni successive dei nostri cataloghi o tramite i post sui social. Cerchiamo di prevenire i dubbi o fornire pillole di approfondimenti tecnici che non siano noiose».

Ariete, solo per passione
Bianca Emme, ambasciatrice italiana Ariete per il mondo femminile

– Come vedi il tuo futuro in azienda?

«Mi piacerebbe avviare e coordinare mini progetti in diversi ambiti per diffondere la cultura motociclistica a 360°. Ritengo stia a noi motociclisti questo compito, per farci conoscere fuori dal nostro ambiente: ad esempio, con un gruppo di amici motociclisti abbiamo pulito un bosco a Varese. Amare lo sport e prendersi cura dell’ambiente».

– E il futuro di Ariete? Un’azienda tutta italiana che fa onore alla nostra nazione…

«Ariete è un’arzilla 72enne in un mercato che si sta massificando nei prodotti e si sta concentrando sugli attori, con dinamiche sempre più rapide ed estese. La concorrenza investe notevoli budget in comunicazione ed elabora strategie molto aggressive nella distribuzione. La nostra risposta deve risiedere nel prodotto. L’obiettivo è rendere i clienti soddisfatti di aver acquistato un prodotto UNICO. Esistono due parole chiave: specializzazione e italianità. Realizzare prodotti all’avanguardia a livello tecnico e con un tocco di ingegno ed estro italiano. Ci copieranno nel design, ma tradizione e qualità non si improvvisano. Sul nostro sito abbiamo istituito la conferma di autenticità tramite l’identificazione dell’originalità con bollini con ologramma».

– Qual è il contributo che le donne possono dare al settore moto?

«Imparare a guidare bene, in modo sicuro, conoscendo i propri limiti nel giusto contesto, equipaggiandosi in modo responsabile, per divertirsi in sicurezza. In questo modo sarà naturale trasferire alle future generazioni il corretto approccio alle due ruote, anche con concetti di prevenzione e guida difensiva nel traffico urbano».

Ariete, solo per passione
Annalisa Insieme al papà Edoardo e allo zio Marco

Articolo di Giovanna Guiso, da WomenOnBike estate 2019