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Dal Kosovo all’Albania: moto-turismo coinvolgente

Il Kosovo è un Paese dalle bellezze incontaminate, ancora troppo giovane e troppo vicino agli echi delle guerre che lo hanno sconquassato per essere meta prediletta del turismo di massa. Un Paese multiculturale e multi religioso dove le diversità convivono con naturalezza e dove il turista è ancora accolto come una risorsa, un bene, una positività. Un viaggio in Albania e nei Balcani non può quindi non prevedere almeno una tappa in Kosovo. Sono tanti i luoghi interessanti da scoprire, il moto-turismo diventa davvero coinvolgente. Il passaggio in moto dal Kosovo all’Albania può regalare molte sorprese interessanti se ci si dispone con l’animo di chi ricerca e si interessa a tutto ciò che è diverso dalla nostra cultura.

 

PRIZREN

Il ponte di accesso alla città di Prizren

Arrivare a Prizren da Scutari o da Tirana, da Podgorica, o dall’Ocride  comporta percorsi montani abbastanza impegnativi, misti a strade con manti buoni e belle curve. I percorsi interni in in questi Paesi se sono montani sono spesso molto impegnativi. Ciò a causa delle cattive condizioni di manutenzione delle strade e delle loro condizioni oggettive che rendono difficile ma più divertente il percorso. Giunti a Prizren troviamo diversi parcheggi custoditi in prossimità del centro storico. Spesso non sono asfaltati, e il terreno è accidentato: occorre prestare un po’ di prudenza nel parcheggiare le moto. Considerata la capitale culturale del paese, Prizren ci mostra orgogliosa,  attraversato il ponte, il suo centro storico di case in stile ottomano, antiche moschee e stradine lastricate. Può essere visitata in poche ore: il quartiere di Shatërvan e la moschea Sinan Pasha sono le ricchezze più conosciute di questa città.

Il centro storico

Dal Kosovo all’albania
Vista del centro storico

Nel quartiere Shatërvan si respira quindi il turismo e la multi-culturalità del Kosovo. Molte case colorate in stile ottomano e i numerosi edifici dedicati a diversi culti religiosi (musulmano, cattolico e ortodosso) si srotolano al nostro passaggio sul pavimento lastricato di pietre.

Il centro storico
La moschea

Vicino alle moschee sorgono le classiche fontane che servono ai credenti musulmani per il culto della purificazione prima di entrare in moschea. L’aspetto multi-culturale è molto più evidente rispetto all’Albania. Molti i bar con i tavolini fuori: in piena estate il caldo è soffocante e una bibita fresca è ciò che ci vuole per sopravvivere.Dal Kosovo all’Albania

Il tempo sembra fermo da trent’anni

La moschea Sinan Pasha è proprio all’ingresso de quartiere Shatërvan. È così imponente che si scorge già da prima di attraversare il ponte. Al suo interno occorre ammirare le decorazioni delle volte e della cupola: sono così belle che lasciano sbalorditi.

Il ciabattino

In prossimità del centro storico, al di là del ponte, è possibile notare alcuni negozi che sembrano usciti da un film degli anni settanta: un barbiere vecchio stile, un orologiaio, un ciabattino. Botteghe povere e semplici nelle quali sembra che il tempo sia fermo da trent’anni.

La periferia

Non ho potuto fare a meno di notare alcune stranezze uscendo in moto dalla città di Prizren. Una di queste è il sistema u po’ balordo di gestire i fili dalla luce in città.

I fili della luce

Grovigli di cavi un po’ dappertutto hanno attirato la mia attenzione, tanto che per fotografarli ho dovuto fermarmi per non rischiare di andare a sbattere da qualche parte con la mia moto. Lasciare il Kosovo un pò dispiace. So bene che ho potuto apprezzare un millesimo delle bellezze kosovare e mi rendo conto che dovrò dedicare un intero viaggio solo a questo incredibile Paese. Ma il viaggio dal Kosovo all’Albania mi aspetta e riparto di buon grado.

 

KRUIJE

Giungere in Albania a Croia (in lingua locale Kruije) da Prizren  è un viaggio di quasi 180 chilometri. Situata appena una trentina di chilometri di distanza da Tirana, immersa in un paesaggio di montagne e boschi, Kruije è la meta ideale per un divertente turismo motociclistico.

Entrare dal Kosovo all’Albania

Percorrendo la E851 in direzione di Tirana si impiega molto tempo per passare al di là della frontiera dal Kosovo all’Albania. Occorre acquistare – entrando in Albania – la carta verde specifica per questo Paese. Le file ai posti di frontiera sono davvero lunghe. Controllano quindi tutti i documenti della moto e il passaporto. Non si limitano a guardare i documenti personali, predispongono un controllo telematico e quello fa perdere parecchio tempo.

Giunti a Croia, arrivare all’imponente struttura del Castello di Skanderbeg in moto significa prestare una particolare attenzione nella guida. Il sito, infatti, è arroccato su di una cresta rocciosa sul lato orientale della città; raggiungerlo significa arrampicarsi per strade cittadine in forte pendenza. Ciò comporta rallentamenti o bruschi arresti a incroci e semafori, gente che attraversa improvvisamente, auto che sbucano da tutte le parti, brusche frenate e sterzate su strade particolarmente ripide. Quasi sulla sommità di questa cresta rocciosa, a pochi metri dal sito, vi è un parcheggio custodito a pagamento. Il fondo è di ghiaia e non è omogeneo. In alcuni tratti la ghiaia non è battuta e occorre attenzione negli spostamenti della moto.

Il castello di Skanderberg

Vista dalla torre dell’orologio del castello

 

 

L’edificio, costruito intorno al 600, tuttora in ottimo stato, ospita il Museo Nazionale Skanderbeg – dedicato appunto all’eroe nazionale – ed il Museo Etnografico. Molti degli ambienti che costituiscono il castello sono arredati con mobili antichi. Interessante, all’ultimo piano, la Torre dell’Orologio, un’antica torre di avvistamento perfettamente conservata. Dalla terrazza della torre, posta a 16 metri di altezza, si gode di una splendida vista panoramica sulla cittadina e sul verde dei boschi che la circondano.

Il bazar di Croia

Prima di tornare giù in città vale assolutamente la pena visitare il bazar di Croia. Decine e decine di piccoli negozi vendono ciò che di tipico si produce in questa zona del Paese. Le casacche in cotone o in lino bianco con i ricami tipici in blu e rosso, i tappeti, gli oggetti in legno, le collane e i bracciali di perline, centinaia di orecchini dalle fogge più strane, il piccolo artigianato locale e le più turistiche magliette e felpe rosse con l’aquila nera, simbolo del Paese. Irrinunciabile un giro per le botteghe di questo mercato, si assaporano la tradizione e la cultura popolare del luogo

 

TIRANA

Piazza Scanderbeg

La moderna Tirana ha iniziato a modernizzarsi nei primi anni del XVIII secolo ma anche se è diventata capitale dell’Albania dal1920, non può definirsi a tutti gli effetti una città metropolitana. Coesistono due culture. Quella contadina, della gente povera, che vive di stenti e quella della gente cosiddetta “moderna” che non sembra, comunque, vivere nella nostra epoca.

L’architettura

Il centro di Tirana e la piazza Scanderbeg, i palazzi ministeriali e il palazzo presidenziale sono stati progettati da due italiani, Florestano di Fausto e Armando Brasini. La piazza di Scanderbeg, in particolare, ha dei divertenti leggeri dislivelli funzionali a riempirla d’acqua sia per ripulirla che per mero spettacolo di bellezza.

Dal 1944 al 1991 Tirana ha vissuto un declino nella qualità architettonica. Se da una parte sono stati costruiti diversi complessi di appartamenti di stile socialista, dall’altra il ‘Vecchio Bazar’ e la ‘Cattedrale ortodossa’ sono stati demoliti per fare spazio al nuovo palazzo in stile sovietico chiamato ‘Palazzo della Cultura’ in piazza Scanderbeg.

Traffico e moto

Preferiamo lasciare le moto in hotel e fare un lungo giro a piedi. Affrontare in moto il traffico di Tirana è davvero un’impresa.

Corrado, il nostro tour leader di Motopepetuo, ci raccomanda di stare molto attenti: A Tirana il guidatore medio sembra non abbia molta dimestichezza con le precedenze: Sembra inoltre che non abbia la capacità di comprendere che se con la sua auto sfiora una valigia… la moto è a terra. Tutti, nel gruppo, abbiamo esperienze di guida in mezzo al traffico in città dove le regole pare siano fatte per essere infrante… ma tutti ci siamo meravigliati. A Tirana sono in molti a  guidare  al di là di qualunque codice e regola della strada.

La Tirana tra modernità e tradizione 

Tirana, con circa un milione di abitanti, è il centro della vita politica, economica e culturale dell’Albania.

Gli appartamenti dell’epoca comunista sono stati rinnovati e completamente trasformati e molte infrastrutture moderne sono nate negli ultimi anni. La stessa piazza Scanderbeg è stata restaurata ed inaugurata al pubblico a giugno 2017. Su di essa si affacciano importanti la Torre dell’Orologio, da cui si gode un impareggiabile panorama della città, l’elegante Moschea Etem Bei e il Palazzo della Cultura. La piazza, è stata dedicata al grande patriota e condottiero Giergj Kastrioti Skenderbeu, con una grande statua al centro della piazza.

Tirana moderna è accompagnata con aspetti antichi e aspetti più poveri di una cultura che conserva valori antichi e tradizioni. Un altro pone ottomano, in centro , ci sorprende, tanto quanto  un cavallo libero intento a rovistare nei cassonetti della spazzatura

Tirana, come l’Albania è una sorpresa continua che vale la pena di andare a visitare!