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Womenonbike
Ducati Scrambler sixty2

Ducati Scrambler 800

La Ducati Scrambler, nata nel 2014, ripropone il vecchio modello anni ’60 disegnato da Leopoldo Tartarini. Un’idea talmente vincente da diventare un brand a sé. Non un modello di Ducati, ma una costola.

Prezzo di listino

Lo Scrambler resta in cima al segmento ma, in alto, restano anche i prezzi.

Ducati Scrambler 800 Icon € 8.990 / Full Throttle € 10.590/ Cafè Racer € 11.490/ Desert Sled € 11.590/ 400 Sixty2 € 7.990

Identità Scrambler

L’appeal di questa moto ha portato a creare una vera e propria community (addirittura un sito web dedicato) a se stante. Una sorta di Scrambler Identity! Chi guida lo Scrambler si sente cool, giovane, su una moto old style ma di tendenza. Perfetto per i modaioli ma, a seconda del modello anche più sportivo e ruggente, anche per chi volesse viaggiare o cimentarsi nell’off-road.

Perfetto per chi cerca un senso di appartenenza con tanto di eventi, manifestazioni, accessori e abbigliamento creati ad hoc.

Estetica

Il design riprende il modello del passato, con un tocco più o meno vintage in base all’allestimento prescelto. Eredita le guancette sul serbatoio (in un più moderno alluminio spazzolato), come l’alto manubrio a v e qualche altro dettaglio.

Ducati Scrambler
Il cruscotto moderno, con indicatore di marcia

La modernità emerge con l’elettronica (ABS in primis) e la presa USB. Fari e frecce a LED, cruscotto LCD che, novità, indica sia la marcia inserita che il livello di carburante. Bello il faro anteriore con lente in vetro e DRL: la quadripartizione rimanda al tempo in cui si usava apporre del nastro adesivo a forma di croce.

Gli allestimenti

  • Icon:  disponibile in due colori – “62 Yellow” con telaio nero e sella grigia e “Atomic Tangerine” vivace arancione in contrasto con il telaio nero e la sella grigia -; logo dedicato; manubrio dedicato; parafanghi in tinta; cover silenziatore in alluminio
  • Full Throttle: in perfetto stile flat track. Il serbatoio bicromo, giallo e nero, con riga bianca che divide i due colori. Ha la tabella laterale portanumero. Da questa deriva, con alcune differenze, la Flat Track Pro: livrea “Racing Yellow”, cerchi in lega a 10 razze, sella racing monoposto, parafango anteriore corto, scarico Termignoni, manubrio basso, tabelle portanumero pronta per girare in tondo sulla sabbia.Ducati Scrambler
  • Urban Enduro: serbatoio con finiture alluminio, cerchi a raggi, sella a doghe, parafango anteriore alto, manubrio off-road, griglia faro. La si può trovare solo usata perché fuori produzione dal 2016.
  • Café Racer: cerchi a raggi; sella café racer; semimanubri con specchietti innestati; tabelle portanumero.
    Ducati Scrambler
    Ducati Scrambler Cafè Racer
  • Desert Sled: l’off-road americana degli anni 60-70. ABS disinseribile per l’off road leggero, griglie parafari e sospensioni regolabili.
    Ducati Scrambler
    La Desert Sled nella doppia versione cromatica e le immancabili tassellate
  • Sixty2: la entry level. Quando le dimensioni non contano. Piccola la cilindrata, piccolo il prezzo che cala di circa un migliaio di euro. Rispetto alle sorelle più grandi mancano tanti accorgimenti più cool (le forcelle a steli rovesciati, il porta targa è quello tradizionale etc), il che la rende forse più rude e simile alla Scrambler dei tempi che furono.

Motore & Ciclistica

Desmo, due cilindri e telaio a traliccio: l’essenza della Ducati rimasta intatta. O pressoché: la frizione a bagno d’olio è un piccolo “fastidio” per il purista che ama il suono di quella a secco.

La cilindrata è media e la seduta comoda, abbastanza bassa: questo permette alle ragazze di sentirsi sicure sia in marcia che da ferme, ben potendo toccare terra anche in situazioni di emergenza. Il motore si svecchia, ma solo con una ri-tinteggiatura nera. Nonostante il raggio di sterzata ridotto, lo Scrambler si rivela una moto snella e agile: una manna nel traffico cittadino.

Tra gli aggiornamenti, i nuovi blocchetti elettrici; la strumentazione con indicatore di marcia e frizione registrabile che promette di essere più morbida, e infine il Ducati Multimedia System.

Perché una Scrambler?

Perché è iconica, un tempo anche unica. È un mondo a sé, e dà la possibilità di scegliere un modello personalizzato. La facilità di guida agevola anche le motocicliste alle prime armi, anzi, c’è di più: la piccola cilindrata della Sixty2 (400 cc) ne permette la guida anche con patente A 2, mentre le sorelle maggiori vanno depotenziate per rientrare nel limite dei 35Kw.

 

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Il prezzo è importante, ma le vendite vanno bene tanto da essere la Ducati più venduta in Italia ormai da qualche anno: in giro se ne vedono tante sia per la passeggiata domenicale che per una gita un po’ più lunga; sia da sole che con passeggero.