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EICMA PROMOSSA SUI NUMERI MA NON SULL’ESPERIENZA

L’Esposizione Internazionale è una macchina da guerra e attira sempre molti visitatori. Ma alla fine, mi chiedo sempre se è in grado di trasformare le visite in atti di acquisto.

In questa edizione 2019, EICMA si prefiggeva diversi obiettivi. Per cominciare, il consolidamento del suo marchio di eccellenza come fiera capace di attrarre brand di risonanza internazionale. Degli oltre 1.800 marchi presenti, quasi il 64% sono stati brand non-italiani. Un dato che mostra la scala globale di riferimento di questa esposizione e che è in grado di farci riflettere sulle opportunità di networking che l’evento garantisce..

Ma il B2B non è il solo aspetto interessante di EICMA. L’attenzione al consumatore è la colonna portante, il lato visibile della Luna, per gli appassionati di motori.
Il secondo e forse ancora più ambizioso obiettivo era il numero di visitatori: sono stati quasi 800mila, distribuiti negli 8 padiglioni (+2 vs 2018) per scoprire le novità del prossimo anno. Un numero che conferma le previsioni fatte prima dell’apertura delle porte e sicuro motivo di orgoglio per il Presidente Andrea Dell’Orto.

Eicma

Da questi numeri si può trarre la conclusione che EICMA, come dimostrazione e salone delle novità motociclistiche, funziona.

Però…

…da spettatrice, da motociclista e da esperta di marketing, EICMA mi delude sempre un po’. Vorrei che le novità mostrate fossero di più ampio respiro. Capire esattamente quale è lo sforzo che i brand stanno facendo per differenziarsi. Perché alla fine non comprendo mai quali siano gli investimenti fatti sul futuro, i trend di più lungo periodo e le strategie che permetterebbero alle case più visionarie di posizionarsi in modo diverso. 

Mi ritrovo sempre ad uscire da questa fiera chiedendomi quale sia il messaggio che si vuole dare al proprio pubblico. E non ho mai una risposta esaustiva.

Anche in termini di esperienza vissuta infatti, non trovo mai un evento totalizzante. Mi piacerebbe, anche solo una volta, trovare quel coinvolgimento totale capace di offrire sia notizie che emozioni. Invece: le moto sono sempre lì, gli stand sempre uguali e le novità scarsamente rappresentate e in fin dei conti, pure tra un’edizione e l’altra, sono veramente poche.

Sicuramente i ragazzi più giovani si divertono. Ci sono tante modelle, tante moto da strada capaci, sempre più, di rompere il muro del suono con centinaia di cavalli a spingerle. Vengono tirati al pubblico gadget di ogni tipo e la folla acclama mentre i dj propongono musica rock o dance per scaldare la festa.

Eicma

Ma se dovessi adottare la prospettiva di un espositore mi chiederei: mi sono realmente distinto? La mia immagine ha veramente colpito? E del tutto francamente, l’impressione da questa parte della fiera, come visitatrice, è quella di una forte omologazione. Si vedono tanti investimenti nella cura e l’allestimento degli spazi, non supportati da altrettante idee per poter emergere con un segno veramente distintivo che faccia la differenza tra un brand e l’altro.

EICMA resta il primo salone al mondo dedicato al motociclismo, una immensa vetrina, ma la sensazione è che forse sia sfruttata solo a metà