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ESSERE MAMMA AI TEMPI DEL COVID19

In questi giorni di emergenza utilizziamo il mantenitore di carica per le batterie delle nostre moto e abbiamo appeso il casco al chiodo. Molte di noi, mamme di bambini e ragazzini in età scolare, dedicano tantissimo tempo ai loro figli lavorando insieme a loro con i compiti di scuola. Essere mamma ai tempi del COVID19 significa anche supportare i bambini e i ragazzi più piccoli nell’uso delle tecnologie hardware e nell’uso di programmi e app per la Didattica a Distanza (DaD). Telegram, Padlet, Hangouts, Meet, Classroom, Skipe, Zoom sono alcune delle applicazioni che i nostri studenti oggi usano per continuare a studiare e non rimanere isolati dalla scuola.

Essere mamme ai tempi del COVID19
Essere mamme ai tempi del COVID19

Le mamme motocicliste

Le mamme motocicliste, però, hanno una marcia in più. Sanno “ricondizionare” le loro competenze informatiche e applicarle velocemente alle esigenze scolastiche dei loro figli. Queste mamme sono in grado di attingere alle competenze accumulate da motocicliste per trasformarle e condividerle in famiglia.

Il navigatore

Essere mamme ai tempi del COVID19
Usare il navigatore senza la moto

Molte mamme utilizzano il navigatore in moto per spostarsi da una parte all’altra anche se non conoscono le strade. Google Maps per queste mamme non ha segreti: fare geografia con i propri figli diventa un gioco. Anzi è ancora più divertente pensare che si può giocare anche con le coordinate per individuare luoghi precisi e mettere a confronto la mappa scaricata sul navigatore con quella di Google Maps per scoprire quale delle due è più aggiornata. Essere mamma ai tempi del COVID19 significa riuscire ad essere flessibili e, prima di tutto, inventarsi “usi impropri” dell’hardware e del software.

La GO-PRO

Essere mamme ai tempi del COVID19
GO-PRO e compiti

E che dire delle mamme che hanno staccato la GO-PRO dal casco e la utilizzano per registrare  video dei loro figli più piccoli che ripetono una poesia o ragionano ad alta voce nella risoluzione di un problema? Oppure, che dire delle mamme hanno messo in connessione la GO-PRO col computer di casa (quello senza cam) in modo da far partecipare i loro ragazzi alle video-lezioni con i compagni? Essere mamma ai tempi del COVID19 significa quindi occuparsi anche di telecamere e connessioni oltre che di software in casa!

Il mantenitore di carica

Essere mamme ai tempi del COVID19
Collegare il mantenitore di carica alla batteria della moto

In questi giorni tante di noi hanno messo in azione, sulle loro moto, un mantenitore di carica. Per chi ha la moto con la presa accendisigari… la messa in funzione del dispositivo è stata più semplice. Altre di noi hanno dovuto accedere alla batteria sotto-sella e attaccare ai due poli il mantenitore. Molte esercitazioni di tecnologia degli studenti tra gli 11 e i 14 anni sono finalizzate alla creazione dei circuiti con le pile, fili elettrici e morsetti collegati ai due poli che alimentano e un congegno che suona o s’illumina etc. So di diverse mamme che hanno giocato con i loro figli “al piccolo elettrauto” utilizzando il circuito di batterie della moto da ricaricare come esempio!

Motocicliste -mamme-docenti

Le motocicliste mamme che sono anche docenti hanno tutte le marce del mondo. Oltre agli affetti dei loro cari e alle faccende di casa da portare avanti, hanno da un lato i loro figli che devono essere accompagnati nello studio e dall’altro lato i loro alunni che devono essere guidati in questo momento così complicato. Conosco due motocicliste e mamme speciali: Caterina e Marine. Caterina ha una figlia grande, che vive in un’altra città. Per lei c’è “solo” l’ansia della lontananza e il bisogno di cercarsi, con Martina, ogni giorno. Marine ha due bambini piccoli che hanno bisogno anche di utilizzare il pc ogni mattina per “andare” a lezione e hanno bisogno dell’aiuto di mamma per fare i compiti “tecnologici”.

Vedersi ogni giorno

Caterina e la sua moto

Essere mamma di una figlia lontana ai tempi del COVID19 significa vivere con ansia la lontananza e cercare di “vedersi” ogni giorno. Caterina utilizza le tecnologie che usa a scuola giornalmente per rivedere la propria figlia Martina che lavora a Roma al CNA. Per loro non è cambiato molto, rimangono sempre lontane, ma l’apprensione è sempre presente in questo periodo così complesso.

In questi giorni siamo più forti se siamo uniti e le tecnologie ci aiutano ad unirci e a combattere insieme

dice Caterina, docente e motociclista da una vita. –Ho iniziato come docente di educazione fisica prima all’ISEF e poi nelle scuole statali, ma è la moto che mi mantiene giovane!–  I video-collegamenti sincroni consentono oggi di usare il wi-fi di casa e non la linea telefonica tradizionale, abbattendo a zero i costi per la conversazione. Da tanti anni Caterina è docente specializzata e segue ragazzi con bisogni speciali. Cura in maniera particolare uno studente autistico ad alto funzionamento ed il suo ruolo è quello di mediare – utilizzando learning object – e verificare, più da vicino in questi giorni, se gli apprendimenti e lo stato psicologico dello studente con bisogni speciali  siano soddisfacenti.

Compiti dei figli e docenza

Marine insegna Francese e fa molta fatica a seguire nove classi a distanza. La moto, la sua valvola di sfogo, è parcheggiata in garage e non può darle l’aiuto di cui avrebbe bisogno.

Marine e la sua moto

Entrambi i miei due figli utilizzano la didattica a distanza e, lavorando su canali diversi, hanno diverse esigenze sia per il supporto tecnologico che per il supporto materiale per i compiti. Io sto tanto tempo davanti al computer, molto del quale è di notte: lascio il pc ai bambini di giorno per i loro compiti e i collegamenti con la scuola. Nell’ultimo periodo sono più serena perché anche il loro papà è in smart working e questo mi consente di ricevere una grossa mano d’aiuto. Abbiamo invertito i ruoli: per giocare con loro, per vedere un film, come per i compiti condividiamo le fatiche e sta diventando più facile