Womenonbike
fare strada

Fare strada: in tutti i sensi!

Ho iniziato la mia strada nel mondo del turismo ad appena 14 anni, quando ho scelto di frequentare l’istituto tecnico turistico in un paese vicino a dove vivo, Pieve di Soligo.
Molti di voi sicuramente conoscono la zona, hanno percorso o vorrebbero percorrere le strade tra i vigneti del prosecco DOCG tra Conegliano e Valdobbiadene, a pochi chilometri anche dal Passo San Boldo, la mitica strada dei Cento Giorni.

Alla domanda “cosa vuoi fare da grande?” ho iniziato a rispondere, sdrammatizzando, “la turista”, perché in realtà non lo so neppure io cosa voglio fare da grande.

In prima superiore ho fatto l’esame per avere il patentino per lo scooter, la patente AM attuale, perché mi volevo sentire indipendente, andare dove volevo e quando volevo. D’estate poi era una meraviglia sentire l’aria calda addosso!
Lo stesso anno che è arrivato il mio Scheggia a casa, papà ha preso la sua Honda Shadow VT600.

A volte facevo da zavorrina con lui o con qualche suo amico, quando decidevano di fare dei giretti più impegnativi. A volte invece mia mamma faceva da zavorrina e io li seguivo col mio scooter: le nostre gite di famiglia erano così!

Scheggia

Dopo la maturità ho intrapreso il mio percorso universitario a Udine, seguendo sempre il filone del turismo.
Ovviamente Scheggia è venuto con me, non potevo rinunciare alla mia indipendenza negli spostamenti in città!

Nel mio percorso di studi mi sono ritrovata a dover fare un project work sulle moto.
Diciamo che la mia base era buona, papà e i suoi amici motorizzati avevano già cominciato ad istruirmi, la materia mi stava simpatica e ho quindi cominciato ad informarmi sulle diverse sfaccettature, come le diverse tipologie di moto, il turismo dei grandi viaggi, i motoclub e le loro storie e notizie.
Per questo progetto sono andata un paio di giorni alla Biker Fest di Lignano Sabbiadoro: erano anni che sentivo la pubblicità in radio ma non ci ero mai stata.

Biker Fest 2018

Ho anche “costretto” una delle mie più care amiche ad accompagnarmi, lei credeva di andare in spiaggia ma ci siamo ritrovate a chiacchierare con più e più bikers, per la mia indagine. E, sempre per il progetto, a settembre dello stesso anno ho trascorso anche 4 giorni a Faaker See, ma da sola, lì si è rifiutata di accompagnarmi. Queste giornate, anche se conoscevo già il motoraduno grazie al gruppo di papà (ci vado da quando avevo 16 anni), sono state illuminanti.

In pieno inverno, a Udine, ho fatto la patente per la moto, così dalla primavera mi sarei potuta sfogare un pochino andando in giro con la Shadow di papà.

C’era ancora Scheggia con me, che mi accompagnava dal prof che mi ha fatto da relatore per la tesi, ovviamente sul mototurismo in Friuli Venezia Giulia.
Proprio per la scrittura della tesi ho iniziato a mandare email a destra e a manca per racimolare informazioni, anche generiche, soprattutto agli uffici turistici regionali e ai vari motoclub.
Per caso, non so effettivamente come, tra le diverse email di risposta, un giorno ho ricevuto una email da Moreno, che mi diceva essere uno degli organizzatori della Biker Fest e che se volevo potevo andare in ufficio da lui e fargli tutte le domande che mi venivano in mente, alle quali sarebbe stato più che contento di rispondere.
Grazie alla sua super disponibilità mi ha accolta nel suo team di organizzatori dell’evento e a maggio sono andata con loro a Lignano come ufficio stampa.

Oltre a questo è riuscito a farmi avere in parco stampa dalla Casa Honda una CMX Rebel 500 per fare un road test per la sua rivista custom Bikerslife e scattare foto in giro per la regione per la brochure di moto itinerari progettati in redazione, creati in collaborazione con Promoturismo e ora disponibili in tutti i punti IAT.

Francesca e la Rebel in parco stampa

Io di quella moto mi sono innamorata.
Ma proprio amore a primo gas!

Le sensazioni che si provano ad andare via in moto sono forse inspiegabili. Ho provato più volte a descrivere quello che provo io personalmente, ma non ci sono riuscita, non riesco a far capire quello che sento, soprattutto se lo devo spiegare a qualcuno che vede le moto solo come dei proiettili pericolosi su due ruote.

A luglio mi sono laureata e regalo più azzeccato non ci poteva essere: la Rebel!

Francesca e la sua Rebel

Lo stesso anno, a settembre, mi sono iscritta al corso magistrale sempre di turismo, in gestione eventi, e ho partecipato nuovamente alla Biker Fest come ufficio stampa e addetta ai social network.

A ottobre 2017, nel numero di Bikerslife, è uscito il pezzo sul road test che ho scritto sulla Rebel. E all’edizione 2018 della Biker Fest, grazie ancora a Moreno, ho avuto l’onore e il piacere di conoscere Matteo, l’editore di Donneinsella Magazine, che mi ha proposto di scrivere un pezzo sulla mia Rebel e che mi sta dando delle opportunità non da poco vista la mia poca esperienza.

Diciamo che sta succedendo un po’ tutto per caso, ma sto cercando di fare il possibile per sfruttare queste opportunità. Mi sto divertendo a scrivere di me e della mia moto, appoggiata non solo dalla redazione di questo magazine ma da tutta la famiglia, che potrei definire orgogliosa di me. Anche gli amici mi sostengono e mi mandano le foto del magazine quando lo trovano nelle diverse edicole.

Mia nonna, che all’inizio si preoccupava e non voleva andassi in giro su due ruote, non mi può più dir niente, dato che tra le sue foto ne ho trovata una di quando aveva 17 anni ed era su una moto sul passo San Boldo, nel 1959. Adesso è anche lei fiera di quello che sto facendo.

Se al momento mi venisse rifatta la domanda “cosa vuoi fare da grande?” la mia risposta cambierebbe.
È lì, testimoniata e impressa a pennarello indelebile su un tavolo usato al Forum del Turismo “Verso il 2020”, al quale ho partecipato lo scorso anno, “fare strada, in tutti i sensi!”