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Bianca Malogioglio

BIANCA MALOGIOGLIO iambiancam: girlwhorides

Bianca Malogioglio, una vita tra tacchi e motori

Raccontaci chi sei in un #TWEET

Living between engines & heels  #GIRLWHORIDES #STUNTHEART

Quando, come e perché ti sei avvicinata al mondo moto?

In primis grazie ai miei genitori, in particolare mio papà che da sempre lavora nel campo dei motori, oltre ad esserne un grandissimo appassionato (soprattutto delle moto giapponesi). Quando ero una piccola e scatenata “mocciosetta” di appena 1 metro e 30, lui non esitava un attimo a portarmi con sé per esplorare l’entroterra romagnolo sulla sua CBX 1050 6 cilindri, il mio primo amore. Mi immaginavo da grande sopra quella moto enorme e a mio papà dicevo ‘come mi sta?’ come fosse una maglietta, chiedendogli di continuo se un giorno me l’avrebbe fatta guidare. Anche mamma non è da meno con la sua Honda Rebel, che la rispecchia in tutto e per tutto. Potrei dire che è una passione di famiglia!  Quando poi è arrivata la mia prima moto, un HM 125, mi sono definitivamente sposata con questa realtà: alla guida mi sento libera, indipendente, sono me stessa e ritrovo quella spensieratezza e felicità che da bambina vivevo quando sentivo il suono dello scarico della moto di papà.

Bianca Malogioglio

La tua moto ideale?

Che domanda complicata, troppe! Il mio sogno, ma forse quello di tanti motociclisti,  è quello di avere un garage con più moto, ognuna dedicata a qualcosa di diverso. Requisito fondamentale è che rappresentino la mia personalità. Sono particolarmente legata al mondo off-road perciò in questo garage ideale non potrebbero mancare: una moto da enduro per scorrazzare tra colline e sentieri e una scrambler per godermi città e dintorni.

Abbiamo scoperto che non sei la sola ad avere questa passione, giusto?

Si assolutamente. Oltre alla mia famiglia, condivido questa passione con il mio ragazzo, Luca, ed è proprio grazie allo stunt ci che ci siamo conosciuti.

Come ti ha conquistata? Per il primo appuntamento ti è venuto a prendere in sella?

Non esattamente. La nostra è una storia che fa sorridere. Premetto che tra ragazzini, quello che fa le impennate è sempre un po’ più ‘sburone’, come si dice in romagna (e preciso, sono romagnola solo di adozione!). Ecco, Luca era proprio così, uno degli ‘impennatori’ della comitiva, e cercando di fare trick sempre più complessi cercava di attirare la mia attenzione e conquistarmi, e devo ammetterlo, dopo un po’ ci è riuscito :P. È nata cosi la sua e la mia passione per lo stunt-riding.

Raccontaci come avete trasformato la vostra passione in professione.

Dopo quasi un anno passato insieme, Luca continuava a migliorarsi e perfezionarsi nello stunt, io sono sempre stata al suo fianco durante gli allenamenti. In un caldo pomeriggio di Luglio, (lo ricordo come fosse successo ieri) lui mi guardò e mi disse: ‘ma se impennassimo in due?’. Non ho esitato e sono salita con lui. Una nostra amica scattò la foto che diventò virale: l’impennata in tandem, e da quel momento iniziammo insieme a sviluppare trick in due su motard. Tutto ciò ebbe un grande successo, attirammo l’attenzione dei primi sponsor e degli organizzatori di eventi con cui abbiamo iniziato a collaborare, tanto da decidere di intraprendere questa strada e fare sul serio. Così è nato STUNTHEART, letteralmente Cuore e Stunt. In Italia non siamo gli unici a fare stunt in tandem, ma siamo sicuramente i primi ad averlo fatto su motard.

Lui non è preoccupato per te? e tu hai mai avuto paura?

Forse sì, anche se non me lo ha mai detto esplicitamente. Avendo lui il totale controllo della moto durante i trick insieme, penso che se dovesse succedermi qualcosa si sentirebbe molto responsabile. Devo ammettere che non ho mai avuto paura, complice il fatto che adoro spingermi oltre i miei limiti, anche se per farlo ho bisogno davvero di avere al mio fianco qualcuno in cui ho piena fiducia. Mi sono sempre fidata al 100% delle capacità di Luca, abbiamo tanta sintonia e affiatamento che ci permettono di capire quando dare o chiudere il gas. Sembra tutto facile e immediato, ma dietro c’è davvero tantissima tecnica, dedizione e allenamento. È fondamentale essere lucidi, calmi e concentrati perché l’errore coinvolge inevitabilmente l’altra persona, quindi è importante muoversi con coscienza e non fare cose azzardate (soprattutto in show).

Cosa vuol dire essere #stunt #donna?

Vuole dire sentirsi dire ‘ma veramente fai quelle cose?’, ‘ma sei matta?!’, si amici, forse un po’ lo sono, anzi ho semplicemente voglia di fare quello che mi piace senza lasciarmi condizionare da quello che secondo l’immaginario comune (ormai obsoleto) dovrei o non dovrei fare perché sono una ragazza. Le passioni non conoscono genere, razza o carattere. Se mi piace fare una cosa, la faccio.

Alla fine di uno spettacolo avrai tutti gli occhi puntati addosso, quando togli il casco cosa succede?

Mi diverte tantissimo quando tolgo il casco a fine show e gli occhi, soprattutto maschili, restano attoniti di fronte alla mia persona. Durante lo spettacolo si capisce che sono una ragazza, ma quando si accorgono che potrei essere la loro amica, ragazza, figlia, nipote, restano senza parole (mi auguro in positivo), increduli che ‘una ragazza così’ possa fare certe acrobazie e fare parte di un mondo del genere; persino i bambini, che a fine show vengono a salutarci, a chiedere i poster autografati e foto, a volte esordiscono con frasi come ‘ma sei una ragazza vera?’; tutto ci  fa sorridere, ma fa anche molto riflettere su quanto, nel 2019, sia ancora così radicata l’idea che il connubio donna-motori sia un’eccezione, qualcosa di straordinario.

Oltre allo stunt partecipate anche ad altri eventi?

Certo, oltre agli spettacoli, siamo spesso presenti nelle fiere che coinvolgono il mondo dei motori soprattutto per creare l’occasione di incontrare chi ci segue e scambiare con loro qualche parola. Spesso ci è capitato, inoltre, di riuscire a partecipare ad iniziative come la Mototerapia, portata avanti da Vanni Oddera, Alvaro Dal Farra e i tutti i piloti del team Daboot. Questa è forse l’attività più bella a cui abbiamo preso parte. É davvero emozionante poter regalare un sorriso e adrenalina a bambini, ragazzi ed adulti rubando tempo alla malattia, dando loro la possibilità di montare in sella con noi.

Bianca sei un vulcano, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Non so esattamente cosa mi riservi il futuro, nemmeno cosa voglio fare da grande. Voglio lanciare e portare avanti un messaggio positivo, che poi è anche quello che mi ripeto ogni giorno: segui ciò che fa risplendere la tua anima. Questo è proprio quello che voglio comunicare attraverso la mia attività sui social, soprattutto a tutte le ragazze che come me condividono questa passione (siamo davvero tantissime!). Non mi voglio far fermare da niente e da nessuno, nemmeno da chi mi dice che il mondo dei motori è ‘da uomini’. Quest’anno si prospetta pieno di novità e soprattutto sono davvero piena di idee che mi auguro di realizzare ma per ora non posso spoilerare ;P

Non dimenticate di seguire iambiancam in tutte le sue avventure!