Powered by WP Bannerize

Womenonbike
“Moto da Donna” - Bella Litinetski, 2019

IL PRODOTTO “MOTO DA DONNA” NON FUNZIONA

“Perché non disegni una moto per le donne?” è una domanda che ho incontrato tante volte. Così spesso che dovetti mettermi in sella e pensarci molto a lungo, pensarci per mesi e anni.

Perché non disegnare una moto per le donne…

I suggerimenti non tardarono di arrivare, da docenti, colleghi e responsabili del marketing: aggiungiamo uno specchietto (ce n’erano già due, quelli retrovisori), facciamo un posto per la borsina (si viaggia con lo zaino), facciamo una versione rosa con i Swarovski…

Spesso, in quelle stanze ero l’unica donna, e l’immagine che si materializzava nel mio cervello era di un parco divertimenti a tema, pieno di interpretazioni stereotipiche di una cultura lontana e sconosciuta.

“Moto da Donna” - Bella Litinetski, 2019
“Moto da Donna” – Bella Litinetski, 2019

Non l’ho mai disegnata, quella moto “al femminile” così voluta e così ambita anche dalle grandi case motociclistiche internazionali.

.Alcune di queste proposte evidentemente sono state sviluppate dai vari produttori, e sono risultate in campagne di marketing piazzate nelle riviste di stile che non avevano nulla a che fare con le moto, prodotti sotterrati con tirature limitate e linee di accessori che pur avendo nel loro nome “lady” non avevano nulla di femminile nel loro design.

Moto più basse, più pesanti e cariche di esercizi di stile con linee morbide ed accessori inutili, studiate per assecondare le esigenze inesistenti di un pubblico, a quanto pare, completamente sconosciuto.

Dati tecnici che sparivano dalle schede tecniche per fare spazio alle opzioni di colorazione e mai le versioni migliori delle sospensioni. Un esempio presto sparito dalle sale dei concessionari era la BMW F650 Scarver, o, più recentemente la Suzuki Gladius, che se non fosse fortemente citata come moto per donne, e togliendo qualche elemento superfluo di design, poteva essere un successo.

moto da donna
La Suzuki Gladius, in commercio in Italia dal 2009 al 2015

Sembrava che fare una moto specifica per le donne era impossibile, e che ogni tentativo dell’industria ad avvicinarsi al mercato femminile incontrava vendite fallite nel segmento delle donne ed era inevitabilmente snobbato dai motociclisti maschi.

L’uovo e la gallina

Non intimidante, pochi cavalli, forme morbide, sella bassa, faro tondo. L’industria ha individuato come “femminili” le caratteristiche di una moto per principianti, e non ha considerato le vere aspirazioni di questo pubblico.

Il mercato femminile del secondo decennio del 21esimo secolo è stato caratterizzato da una forte crescita, con donne che iniziano ad avvicinarsi alle moto in un’età più avanzata, spesso dopo aver raggiunto obiettivi di carriera e famiglia.

Aggiungendo le caratteristiche fisiche della donna media che ha un’altezza ridotta ed il baricentro più basso, e l’unica conclusione che la statistica ha offerto all’industria è che le donne di tutte le età preferiscono quel tipo di moto.

Offrendo quel tipo di moto alle donne quindi, non teneva conto delle aspirazioni, desideri e sogni del gentil sesso, ed i risultati parlano chiaro:

il prodotto “moto da donna” non funziona

moto da donna
“Moto da Donna” – Bella Litinetski, 2019