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JOSEF MORAT, ZERO MOTORCYCLES

EcoDolomites 2019, con Josef Morat, davanti a un calice di buon rosso, in attesa della cena a Ortisei, si parla di eco sostenibilità e di mercato delle moto elettriche. Il mercato delle moto elettriche in Italia sta cambiando con più lentezza rispetto ad altri Paesi e ci chiediamo perché.

Secondo Josef Morat uno dei motivi è di carattere culturale-antropologico. In Italia la cultura dei motori – da Ferrari a Ducati – costituisce quasi il DNA dell’italiano: chi si avvicina a una moto elettrica lo fa ancora con molta diffidenza. In molti altri Paesi, invece, è l’opposto, se non guidi un veicolo elettrico sei visto male: non ci sono tradizioni “motoristiche” e l’attenzione all’ambiente ha avuto modo di crescere maggiormente senza ostacoli.

Josef Morat
La novità 2019 di Zero Motorcycles, la SR/F

Un altro motivo di questa lentezza del cambiamento, in Italia è, secondo il Country Manager di Zero Motorcycles, il timore che la guida di una moto elettrica non sia emozionante come quella di una moto tradizionale. Secondo Josef Morat chi lo afferma non ha mai provato una moto elettrica. Ha visto tanta gente avvicinarsi con scetticismo ad un giro di prova e poi scendere dalla moto elettrica con una espressione meravigliata e felice. Il problema di chi affronta il mercato delle moto elettriche è di farle provare ai motociclisti. Dopo averla provata, chi ha la possibilità, pensa di acquistarla in molti casi anche come seconda moto.

Come sei arrivato a Zero Motorcycles?

  • Ci sono arrivato attraverso una persona già che conoscevo, il Managing Director della mia direzione, Umberto Uccelli. Avevo lavorato con lui anni prima, in un mondo completamente diverso, ci siamo incrociati a una fiera e mi ha proposto di andare a lavorare presso Zero Motorcycles… e mi ha riportato a collaborare con lui …

Prima dove lavoravi?

  • Ho lavorato in Dainese come Country Manager ed anche in Piaggio. Vengo dal mondo industriale, quello dei carrelli elevatori,dove ho lavorato per 25 anni e dove la trazione elettrica si vendeva già dagli anni ‘60; mi interessava l’automotive, seguivo il mondo delle moto – sono sempre stato un motociclista, conoscevo Zero, Quantya, Brammo, e tutto il mondo delle moto elettriche… e quindi ho accettato questa sfida di costruire la rete di Zero Motorcycles.

Parliamo di questa “sfida”: qual è il tuo ruolo specifico nel mondo di Zero Motorcycle?

  • Io seguo la rete Motorcycles in prima persona come Country Manager per l’Italia e poi faccio da Regional Manager per il Sud Europa, il Medio Oriente e Africa.

Josef Morat
Josef Morat con la nostra inviata Pinella Giuffrida

In cosa consiste il tuo ruolo di Country Manager?

  • Mi occupo di “Sviluppo rete”. Significa trovare i concessionari, seguirli, informarli, supportarli durante le attività, dare loro le dritte giuste, seguire i loro progetti, misurare le performance etutto ciò che è la risposta del mercato. Aiuto i concessionari a comprendere come funziona l’azienda, li supportoi quando magari hanno un problema tecnico che non riescono a risolvere seguendo con il team tecnico i diversi aspetti del supporto.

Sono curiosa di comprendere come collabori col team tecnico di ZeroMotorcycles

  • ZeroMotorcycles è in realtà un’azienda piccola. È comunque la più grande del settore nel senso che se prendiamo le aziende che producono moto elettriche – parlo di moto, non scooter – tutti i concorrenti messi insieme non producono le moto che produce Zero, né le vendono. Zero è il leader mondiale assoluto da questo punto di vista. Zero non viene dal mondo della manutenzione, nasce nel 2006 proprio come casa produttrice di moto elettriche ed ha sempre progettato e costruito moto elettriche. Zero è comunque una piccola azienda nel mondo della mobilità ecosostenibile che ha 13 anni di storia, che cresce ogni giorno, fortunatamente, che si poggia comunque su un team relativamente piccolo, in cui, in qualche modo, ci conosciamo tutti. È chiaro che ognuno di noi ha dei ruoli specifici ma poi, in realtà, i ruoli a volte si incrociano o si sovrappongono. Ad esempio, quando gestisco un distributore in Medio-Oriente è chiaro che sono io il suo punto di riferimento; quindi quando ha un problema chiama il servizio tecnico e spesso chiama anche me perché rimango comunque il suo referente. Con il team tecnico, quindi, interagiamo abbastanza spesso da questo punto di vista.Josef Morat

  • Ho notato che tutte le moto Zero hanno la sella abbastanza alta… questo per alcune donne può essere un problema. Cosa consiglia Zero Motorcycles in questi casi?

  • Normalmente le donne scelgono il modello S o SR (la byker stradale) che ha la sella leggermente più bassa. La SR/F poi è più bassa ancora e li si può avere una sella ancora più bassa di circa 2 cm. Direi che non è affatto un problema.

In genere le bykers sono più sensibili ai temi ambientali e un pò meno legate al rombo del motore, alla manutenzione meccanica, etc. Hai statistiche riguardo le vendite delle Zero al pubblico femminile?

  • No, non abbiamo una statistica in merito, non ci abbiamo pensato fino ad oggi. Si, è vero che le donne parlano poco di sound o di puzza di benzina e molto più spesso di guida e di divertimento nel guidare, qui il rumore e altri aspetti tipici del termico sono ininfluenti.

Quanto tempo stai in giro per il mondo e quanto tempo riesci a rimanere a casa?

  • E’ un lavoro che richiede molta dedizione, fortunatamente è un lavoro che mi piace quindi pesa meno… ma è evidente che in un momento in cui si stanno costruendo dei mercati è richiesto un impegno abbastanza importante. Se considero 52 settimane lavorative… oltre a lavorare come tutti gli altri dal lunedì al venerdì, lavoro anche tanto durante ifine settimana per eventi, fiere, per presentazioni di moto e per tutto quello che c’è dietro.

Quest’anno che moto hai scelto per te?

  • Io normalmente ho sempre tre/4 COV (Company OwnsVeicles – le moto da test), quest’anno ho preso la stradale SR/F – perché va fatta vedere, va fatta provare ai concessionari che sono nuovi concessionari potenziali e va fatta provare ai clienti (noi supportiamo anche i concessionari con le nostre moto) – ho preso la DSR Black Forest perché è un’altra moto piacevole da guidare e rappresentativa e poi ho preso una FX – che è la street enduro – che con il tassellato diventa un “enduro puro”, una moto piacevole, leggera, agile con la quale ci si diverte parecchio.

    Josef Morat
    La Zero FX, enduro stradale che con il giusto tassello regala emozioni da fuoristrada vera