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La frizione, questa sconosciuta

La frizione. E’ forse lo scoglio più grande da affrontare quando ci si avvicina per la prima volta alla moto. E’ un sistema semplice da azionare – tiri una leva e il gioco è fatto – ma sul suo funzionamento spesso sappiamo poco o nulla: vi spiega la magia nera della frizione e gli ultimi ritrovati tecnologici che ne semplificano l’utilizzo.

Quando si inizia ad andare in moto la frizione è sicuramente la cosa più difficile da addomesticare e quella che ci mette più in crisi. Certo, la tecnologia di questo piccolo ma fondamentale elemento della moto ha fatto passi da gigante (doppia, anti-saltellamento, asservite, ecc.), ma un piccolo vademecum su come questa lavora vi può aiutare a trasformare un rapporto conflittuale in una bellissima amicizia!

Andiamo con ordine, proviamo a capire bene che cos’è la frizione e come funziona sulla nostra moto.

La frizione è un meccanismo che consente di unire gradualmente il moto di due alberi che ruotano a velocità diversa, giocando con l’attrito. In pratica, permette di far partire la nostra moto in modo non brusco facendo sì che la forza del motore sia trasmessa alla ruota posteriore in modo progressivo e che possa essere tagliata con il solo tiraggio di una leva. Avrete quindi intuito che trova collocazione tra il motore ed il cambio e, per usare il linguaggio dei tecnici, permette il temporaneo disinserimento della coppia motrice prodotta dal motore in modo da consentire il cambio di marcia così come la disconnessione della ruota posteriore dal motore quando il veicolo è fermo.

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I dischi frizione tradizionali

L’azionamento della frizione avviene alternativamente per via meccanica (le cosiddette frizioni “a cavo”) o per via idraulica. Nel primo caso, dovete tenere periodicamente d’occhio la tensione e il livello di usura del cavo mentre per quelle idrauliche dovete solo stare attente al livello del liquido e a eventuali perdite nell’impianto. In ogni caso, dopo diverse decine di migliaia di chilometri e in funzione anche del vostro stile di cambiata, partenza da ferme, etc. si renderà necessaria la sostituzione dei dischi. Fai da te? Possibile ma sconsigliato, specie se siete alle prime armi, vista l’importanza del componente.

Per semplificare, i principali tipi in uso sulle motociclette a cui siamo abituate sono quelle ad azionamento manuale, che si dividono in
a secco (utilizzate nei modelli più sportivi o nelle competizioni come MotoGp e SBK);
a bagno d’olio (usate nella stragrande maggioranza dei mezzi sul mercato);
ad innesto centrifugo (tipiche degli scooter), tecnicamente simili a quelle a secco.

Esistono poi anche frizioni automatiche, in grado di innestarsi/sganciarsi automaticamente al superamento di un determinato regime di rotazione del motore.
In aggiunta alle tipologie classiche, negli ultimi anni sono state introdotte sul mercato le cosiddette frizioni “anti-saltellamento” e “asservite”: quest’ultima soluzione tecnica, in particolare, consente di ridurre significativamente lo sforzo sulla leva e permette anche a noi ragazze un più agevole azionamento del meccanismo. Oltre che per l’asservimento sopra descritto, queste frizioni moderne nel caso di brusche frenate riducono l’accoppiamento ruota-motore quanto basta per evitare che la ruota posteriore si blocchi e inizi a saltellare, innescando pericolose oscillazioni che potrebbero portare a una perdita di controllo della moto. Per scrivere quest’articolo abbiamo provato alcune moto, ovviamente equipaggiate con diversi tipi di frizione. Quella che ci ha dato la sensazione migliore è la frizione asservita e anti-saltellamento APTC, sviluppata dall’italianissima Adige partendo dall’esperienza guadagnata nel mondo delle corse.

Il sistema APTC (l’acronimo sta per Adler Power Torque Clutch) utilizza un particolare disegno del gruppo frizione che, invece di tenere premuti i dischi tramite la forza delle sole molle, trasforma la coppia motrice del motore in una forza assiale applicata su tutti i dischi frizione. Sembra complicato a parole, ma in realtà il sistema non fa altro che ridurre considerevolmente (-50%!) la resistenza esercitata dalla leva frizione.

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La frizione antisaltellamento di Adige, azienda italiana leader, che riduce la forza necessaria alla leva del 50%. Un bell’aiuto anche alle motocicliste meno forti.

Un altro vantaggio dell’APTC è che non trasmette alcuna vibrazione sulla leva frizione durante il suo funzionamento e aiuta anche le motocicliste meno esperte a modulare perfettamente la frizione sia in partenza da ferme che durante il cambio marcia. L’effetto anti-saltellamento e il ridotto carico delle molle trasferito sulla leva frizione garantiscono prestazioni di cambiata di livello racing, comfort di guida eccellente e, soprattutto, tanta sicurezza di guida.
Il kit APTC, prodotto da Adige – divisione di Adler S.p.A. – è disponibile come kit aftermarket per diversi modelli/marche di moto.

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I componenti della frizione APTC