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GRECIA

LA GRECIA DI ANNA – TRA TERRA E MARE

La Grecia di Anna. Ci sono mille ragioni che ci spingono a viaggiare, e ogni viaggio lascia in noi un segno indelebile, capace di cambiarci per sempre.

La prima volte che ho intrapreso questo viaggio in moto nella Grecia continentale e sull’isola di Creta ero sola, avevo appena chiuso una storia e volevo del tempo per pensare, curve per dimenticare, paesaggi e bellezze in cui i miei occhi e la mia mente potessero perdersi. Così partii in moto in un viaggio organizzato con un gruppo di 8 persone: dal quel viaggio tornai con una nuova consapevolezza e…con quello che 16 mesi dopo sarebbe diventato mio marito. Non era affatto ciò che stavo cercando, ma il bello dei viaggi è proprio questo: trovano risposte a domande mai poste. E dopo molti anni, stesso organizzatore, Ride&Co, e stessa destinazione: la Grecia continentale e l’isola di Creta per 10 giorni tra terra e mare, il periodo a cavallo tra i ponti del 25 aprile e del primo maggio.

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I preparativi per la partenza, una lotta contro la fisica, per di far stare tutto il necessario sulla mia naked: ho optato per due borse laterali morbide e impermeabili montate su telaietti universali, un “rotolo” impermeabile sulla sella del passeggero e una preziosissima piccola borsa da serbatoio per telepass, macchina fotografica, occhiali da sole, berretto, acqua, snack, infradito, tutto ciò che può servire a portata di mano.

GIORNO 1 – Finalmente ci siamo, sono pronta per la partenza! Da Milano ad Ancona per imbarcarci e notte in nave.
[TIP: meglio scegliere le navi del gruppo Anek Lines che sono più belle, con cabine più pulite e spaziose e più economiche (pranzi e cene) rispetto a quelle del gruppo Grimaldi.]

GIORNO 2 – Arriviamo ad Igoumenitsa ,con il consueto ritardo, stavolta di 3 ore, con un progrmma serrato in sella! Quindi “gambe in sella” e si parte alla volta di Kalamaka per visitare i meravigliosi monasteri di Meteora, che osserviamo “di passaggio”, non abbiamo il tempo di fermarci a visitarli, ma la loro vista e la strada che li collega sono veramente magnifici. Mi affascina sempre pensare a come abbiano fatto a costruirli lassù, e ci perdiamo ad ammirarli, rapiti dal clima magico che si respira su questi picchi. La prima giornata in Grecia termina a Delfi, a tarda sera, dopo 400km di guida.

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In primo piano Anna, alle sue spalle il monastero di Meteora

GIORNO 3 – da non perdere la visita di Delfi. Nei tempi antichi era considerata il centro del mondo con il tempio dedicato ad Apollo (del IV secolo a.c.) e la sede del più potente oracolo greco. Sull’architrave all’ingresso del tempio vi erano incise delle massime tra cui “ΓΝΩΘΙ ΣΕΑΥΤΟΝ” che significa “conosci te stesso”, una massima fatta propria dal filosofo Socrate. È sicuramente una tappa da non perdere, e su di me ha un fascino particolare.

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Delfi, i resti del tempio di Apollo

[TIP: il sito delle rovine è ampio, quindi vestitevi leggere, cappellino e crema solare, io mi sono ustionata!]
Da Delfi il viaggio ci porta verso il porto di Atene, il Pireo, per l’imbarco destinazione Creta, su strade panoramiche che da sole meritano il viaggio.
[TIP: prestate molta attenzione quando guidate sulle strade nelle città greche, soprattutto nelle zone dei porti: sono estremamente scivolose! Bloccare l’anteriore al primo accenno di frenata è veramente facile perché l’asfalto è consumato e scivoloso, come guidare sul ghiaccio. Un consigliomoderiamo la velocità così da ridurre l’uso dei freni, che vanno azionati in modo “molto dolce”.]
Scarico il mio “bagaglio da nave” e mi preparo per un’altra notte in mare, destinazione la meravigliosa Creta!

GIORNO 4 – l’arrivo all’alba al porto di La Canea (Chania) impone una ricca colazione al porto veneziano (1320-1356) prima di guidare alla volta di Balos, una spiaggia davvero paradisiaca. D’estate temo possa essere invivibile per la folla ma in questa stagione, di prima mattina, è veramente incantevole. Tutte le cose belle richiedono fatica e sacrificio e Balos non è da meno: per arrivarci ci sono 10km di sterrato non troppo facile con ciottoli, buche, canali, salite e discese da affrontare in moto ed un altro chilometro abbondante per scendere alla spiaggia da fare a piedi (mi raccomando, non in infradito!).

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La spiaggia di Balos

Con la mia Street Triple, che è molto “carica” sull’anteriore, non è stato semplicissimo affrontare la parte di off-road, con una sportiva sarebbe veramente dura, con altre naked più “tranquille”, motard ed endurine/endurone non dovreste avere grossi problemi, sempre che abbiate una buona padronanza del mezzo. Se non avete confidenza con le strade bianche meglio lasciar perdere: non c’è spiaggia che valga il rischio di farci male e di rompere la moto, trasformando la vacanza in un incubo.
[TIP: ho fatto diversi corsi di off-road con Adventureschool che mi hanno aiutato a vivere in sicurezza questa parentesi del viaggio. Quelli che mi sento di condividere sono di non aggrapparsi mai e poi mai al manubrio, le mani devono essere molto leggere, il gas costante, la marcia medio-bassa se non vogliamo prendere troppa velocità e soprattutto lasciamo scorrere la moto senza forzarla, assecondando e seguendo le forme del terreno. In salita alziamoci sulle pedane e portiamo il peso avanti – spostando il bacino, non le spalle -, non sbilanciamoci sulle punte ma cerchiamo di tenere giù i talloni, gas progressivo ma senza paura; in discesa portiamo il peso indietro, ricordiamoci di non aggrapparci al manubrio, cerchiamo di non usare il freno anteriore se non abbiamo l’ABS – come nel mio caso – ma solo il posteriore che terremo sempre puntato assieme ad una marcia bassa per non prendere troppa velocità (io tenevo la 1°) e lasciamo scorrere la moto.]

Lasciato questo paradiso ci dirigiamo a Omalos, piccola località montana in vista dell’escursione alle Gole di Samarià, il canyon più lungo d’Europa.

GIORNO 5 – Brutta sorpresa, le Gole sono chiuse e il trekking non è stato possibile e così abbiamo dovuto rinunciare alla nostra passeggiata di quasi 20km. Ci rimettiamo quindi in sella per esplorare i dintorni, andando verso est.

GIORNO 6 – lasciamo Omalos diretti verso Frangokastello dove troviamo finalmente un asfalto splendido che ci permette di danzare con le nostre moto in una serie di splendide curve. La meta il nostro hotel frontemare dove finalmente ci rilassiamo nuotando, prendendo il sole e gustandoci una meritata birra al tramonto in riva al mare.

GIORNO 7 – Il tempo a nostra disposizione sull’isola di Creta volge al termine ed è ora di tornare al porto di Canea per riprendere la nave verso il continente ma, sulla strada, non possiamo perderci una tappa nella graziosa Retimo: merita una visita la fortezza veneziana ed una passeggiata per le vie cittadine piene di negozi di ogni tipo. Lo shopping che attira la ma attenzione è per i gioielli della tradizione cretese: alcuni sono simili a quelli tradizionali turchi (Creta è stata annessa alla Grecia solo nel 1913, dopo 300 anni di dominazione ottomana), altri invece rappresentano il mistico disco di Festo, un reperto trovato sotto il muro di un palazzo minoico, il cui originale è di terracotta datato 1.700 a.C. e contenente 241 simboli: ancora oggi rappresenta uno dei misteri unveiled dell’archeologia e non ho resistito, acquistando un paio di orecchini che raffigurano il famoso reperto.

GIORNO 8 – rientriamo su Atene all’alba e dopo esserci di districati nel traffico sull’asfalto scivoloso della città (fate attenzione mi raccomando) ci dirigiamo all’Acropoli di Atene – patrimonio dell’UNESCO – e chiediamo alla polizia il permesso di accedere in moto alla salita di pietra che porta alla biglietteria, e al deposito bagagli. Permesso accordato e ci lasciano parcheggiare le moto dentro il giardinetto recintato e lasciare caschi e giacche alla biglietteria, così possiamo visitare il sito fresche e leggere. Ha appena aperto, non c’è folla, il clima è umido e ma il caldo è tollerabile: è bellissimo poter girare nella magia della città antica con questa tranquillità, tra i resti di templi risalenti al VII secolo a.C. La storia dell’Acropoli è lunga e travagliata, ha cambiato spesso destinazione d’uso, è stata distrutta e ricostruita tra invasioni e dominazioni. Il Partenone affascina per la sua imponenza ma preferisco il tempio di Atena Poliàs (Eretteo) risalente al V secolo a.C. con la sua loggia dove le Cariatidi, donne scolpite nelle colonne, reggono il frontone.

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Le Cariatidi, Acropoli di Atene

Lasciamo Atene e la sua storia in tarda mattinata, mentre si riempie di turisti e ci dirigiamo al canale di Corinto: lungo più di 6km, largo circa 25mt, profondo 8mt e con pareti che raggiungono i 90mt di altezza è un canale artificiale nato per collegare il Golfo di Corinto al Mar Egeo, così da evitare la circumnavigazione del Peloponneso. All’inizio e alla fine del Canale ci sono due ponti unici al mondo per il loro sistema di transito navale: si immergono completamente arrivando sul fondo del canale per consentire il passaggio delle navi e riemergono poi per tornare a livello della strada.

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Il Canale di Corinto

Passato Corinto torniamo in sella per andare ad Epidauro dove entriamo a visitare il sito archeologico ed il famosissimo teatro, patrimonio dell’UNESCO e tutt’ora in uso. Realizzato nel 350 a.c. possiede un’acustica eccezionale in grado di far arrivare la voce sin sui gradini più alti: provare per credere!

GIORNO 9 – proseguiamo il nostro viaggio passando da Sparta, dove dell’antica città che contendeva ad Atene la supremazia ellenica non resta quasi nulla se non la statua di Re Leonida per passare poi da Mystras, altro patrimonio UNESCO, un’antica città bizantina oggi quasi completamente abbandonata e divenuta sito archeologico. La meta della giornata è Olimpya per l’ultima notte sul suolo di Grecia, la mitica città che ha ospitato ben 292 edizioni dei giochi olimpici nel millennio tra il 776 a.C. e il 393 d.C.

GIORNO 10 – Olympia merita perché visitandola si rivivono le gesta degli atleti che all’epoca si confrontavano per la gloria e per una corona d’alloro, lo spirito sportivo di cui oggi abbiamo perso traccia. Dalle arene di Olympia ci dirgiamo verso Patrasso, dove ci attende l’imbarco per l’ultima nave di questo tour: 24 ore di navigazione che ci riporteranno ad Ancona.

GIORNO 11 – sbarchiamo ad Ancona e salutiamo i nostri compagni di viaggio con i quali abbiamo condiviso tanti momenti significativi che diventeranno ricordi indimenticabili, pronte per affrontare i 500km di autostrada che ci ricondurranno a casa, tra traffico e pioggia, arrivando stremate ma felici con il nostro contachilometri parziale che segna 2.943km.

INFORMAZIONI UTILI

TRAGHETTI E DOCUMENTI
I traghetti Anek in questo periodo ci sono costati circa 400€ a testa con sistemazione in doppia cabina esterna e moto (tratte Ancona-Igoumenitsa e Patrasso-Ancona). Occhio però che non riuscite dal sito Anek Lines a prendere una cabina doppia per due persone e due moto (il sistema ne prevede una soltanto, hanno poca fantasia), dovete chiamarli o scrivergli (box contatti nella sezione prenotazioni).

I traghetti interni (Pireo-Chania e viceversa) sono sui 200€ circa, ma con la stessa modalità e difficoltà di prima. Se volete cabina singola passiamo a 600€ per Italia-Grecia e ritorno e 300€ abbondanti per i traghetti interni.
Controllate di avere la carta di identità valida per espatrio se non volete portare il passaporto, tutti
i documenti della moto in ordine (per i biglietti a volte hanno richiesto il libretto) e considerate di
essere al porto almeno un’ora (meglio due, non sappiamo quanta fila troveremo al check-in) prima
dell’imbarco previsto.

DORMIRE
Se viaggiate in bassa stagione, trovare posti giusti per dormire in Grecia non è difficile, e un buon albergo costa tra i 40€ e i 70€, a volte con già la cena inclusa. In stagine cambia tutto, meglio prepararsi per tempo.

MANGIARE
Per il cibo è assolutamente da provare lo Tzatziki, la loro salsa allo yogurt e cetriolo con aglio, ottima per insalate e bruschette! C’è poi la feta, onnipresente nelle Greek Salads,
insaporita con le spezie cambia il sapore a seconda della stagionatura. Il pesce è buonissimo praticamente ovunque e per gli amanti della carne da non perdere Pita Gyros e i souvlaky (spiedini). Il cibo è generalmente economico, specie se scegliete trattorie fuori dalle classiche rotte turistiche e in media con meno di 15€ a testa si esce dal ristorante rotolando!

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