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LA MIA ALBANIA/1

Albania, viaggio nel cuore dei Balcani

Puoi dire di aver visitato davvero l’Albania solo se ne hai conosciuto le caratteristiche più intime, quelle che trovi solo per le montagne, nei distretti di Berat, Corizza, Elbasan, Croia e Puke; solo se hai attraversato l’interno del Paese (e non in volo, ma in moto o in fuoristrada) puoi portare con te le particolari sensazioni che la natura, la fauna, le popolazioni locali, con i loro usi, le loro tradizioni, i loro colori e i loro sapori ti trasmettono immediatamente, al primo contatto vitale.

CHI NON RISICA NON ROSICA

Ero molto agitata prima di partire. Corrado, il capogruppo di Motoperpetuo che ha organizzato il viaggio, non ha fatto mistero delle difficoltà delle strade interne di montagna. Sarei stata capace di affrontare strade dalle condizioni disastrate riportando a casa la pelle e anche il mio GS 1200? “Provare per credere” e “chi non risica non rosica” sono stati i mantra che mi hanno accompagnato durante la preparazione dei bagagli. Il clima caldo – oltre al completo estivo traforato con protezioni e paraschiena, guanti e stivali estivi – mi ha consigliato di mettere in valigia poche magliette, pantaloni e sneakers per la sera, un paio di bermuda e una maglia di cotone. Tutto in una borsetta da nulla. Le altre due valigie sono rimaste semivuote, pronte ad accogliere gli immancabili souvenir.

I DISTRETTI MONTANI

I distretti più difficili da percorre in moto – ma anche i più belli dell’Albania – sono quelli montani che partono da Agirocastro (a Sud dell’Albania, non distante dall’Isola di Corfù) e passando per Permet, Erseke, korce e Pogradek, penetrano nella Macedonia del Nord fino a Ohrid, sul lago di Ocride.
Se si vuole tentare questo percorso immerso nella natura occorre partire di buon mattino da Agirocastro (offre diversi alberghi ma nessuno con parcheggio interno o garage) con il pieno, fermarsi brevemente per una colazione a sacco in un agriturismo rurale, per arrivare la sera nella splendida cittadina di Ohrid sul lago di Ocride.

AGIROCASTRO

Gjirokastër è una delle più antiche e caratteristiche città albanesi (la sua struttura architettonica è incantevole). Il suo nome in greco significa Fortezza Argentata; proprio uno splendido castello (tra i più ben conservati dell’Albania) domina l’intera città dall’alto della collina sulla quale sorge questa piccola cittadina. Un po’ complicato percorrere in moto le stradine del centro storico: il lastricato lucido e particolarmente in pendenza non aiuta certo negli spostamenti. È probabilmente più opportuno fermarsi in un albergo periferico e visitarla a piedi.

Con le sue stradine in pietra che si inerpicano su per la collina Agirocastro è considerata un notevole esempio di incontro della cultura greca, romana, bizantina, turca e albanese. Per le sue caratteristiche uniche e i valori storici ed architettonici dal 2005 fa parte dei beni mondiali protetti dall’UNESCO.

Albania

Questa città è particolarmente accogliente col turista: i prodotti locali sono molto particolari e interessanti e i negozianti si fanno in quattro per accontentarti, non so se ispirati da un innato spirito di accoglienza o per il bisogno di guadagnare qualcosa dai loro manufatti. C’è la signora che quasi parla italiano e che ti invita a vedere il pozzo (stupendo) che è proprio dentro il suo negozio, (c’è l’anziano che vende le tipiche tuniche di cotone e continua ad invitarti ad entrare per provare quella che ti piace di più….

Albania

Ci sono i bambini piccoli che giocano a macchinine proprio al centro della strada e devi stare attenta a non pestarli mentre passi …. trovi anche gli anziani, accomodati sulle sedie proprio sul ciglio della strada che giocano a qualcosa di simile al backgammon, su un tavolino in legno poggiato lì in mezzo.

280 CHILOMETRI NELLA NATURA SELVAGGIA E INCONTAMINATA

Caprette che saltano improvvisamente fuori dai cespugli appena dietro una curva, asini e mucche che pascolano ai bordi delle strade, greggi infiniti di pecore già tutte tosate per bene, pronte a preparare la lana per il prossimo anno. E panorami mozzafiato. Questo ed altro ancora è ciò che ti sorprende in un ride motociclistico nei Balcani.
Il verde della natura gioca a rincorrere il blu del cielo, l’azzurro-verde dei torrenti e dei laghi e quelle strette e ripide strisce che si srotolano su per la montagna riavvolgendosi leste su se stesse. Queste strisce, di un colore cangiante (grigio -giallo- bianco), hanno una lontana somiglianza con quella che nei luoghi antropizzati chiamiamo strade …

Albania

Parlare di strade tra le montagne all’interno dell’Albania è quasi fuori luogo: quando c’è … la strada è l’unica nota innaturale di questo splendido andare. Il suo tracciato segue le asperità della terra: non ci sono ponti, massicciate, solo dossi e curve continue. L’asfalto, quando c’è, è un insieme di migliaia di rattoppi, a volte è sterrato, a volte è pietroso. Quasi impossibile trovare un rettilineo. Nessun guard rail, nemmeno nelle parti più alte e a strapiombo.
Applicandomi alla guida per scansare pietre, buche, capre e asini, stando ben attenta a usare i freni, a tenere il motore sempre allegro (anche quando nei tornanti ripidissimi e strettissimi ero costretta ad andare a passo di lumaca) mi chiedevo, ridendo, se fossi finita su un ottovolante, su una barca (con tanto di mal di mare incluso) o se stessi partecipando ad un’edizione speciale di un reality dove si testavano le mie capacità di biker.
So solo che ero galvanizzata. Felice di divertirmi così tanto, mettendomi alla prova, scommettendo continuamente su me stessa, testando i miei limiti e scoprendo che ogni giorno Riuscivo a dominare meglio la mia moto e ne ero fiera.
Se Permet è l’ultimo luogo abbastanza antropizzato da garantirti di trovare un distributore aperto anche la domenica, Erseke, korce e Pogradek sono piccoli villaggi rurali sperduti nel cuore delle montagne assolutamente semplici nelle costruzioni e nel disegno viario.

Albania
Guidi con prudenza, guardando continuamente le condizioni dell’asfalto, ma anche cercando di riempire gli occhi e l’anima della natura e ciò che succede intorno a te…. non un aratro, un trattore, un camioncino…. la gente di montagna vive una vita semplice e faticosa tipica dell’agricoltura pre-meccanizzata. Vicino ai villaggi vedi gli uomini, arrostiti dal sole, dediti alle fatiche dei campi, sul ciglio della strada incontri le donne, con i loro vestiti lunghi e fazzoletti coloratissimi legati in testa per coprire i capelli, che guardano il bestiame o trasportano bisacce e contenitori con latte. Incontri anche tanti bambini, di otto-dieci anni, che camminAlbaniaano lungo la strada portando con sè vanghe, zappe e arnesi vari.

Guidi e ti corrono incontro le nuvole bianche e lievi, le montagne imponenti, i torrenti nel loro blu/verde intenso, i laghetti, i boschi, quel profumo di pane appena cotto vicino a una casa di pietra, quello del letame o quello delle pecore che invadono la tua strada e non ti lasciano passare così facilmente.

Guidi e godi di sensazioni che solo in moto puoi provare.