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Womenonbike

Le amiche di Womenonbike.com, Rossella Di Nuzzo e la sua GS 1200

Comincia con Rossella la rubrica dedicata alle amiche di Womenonbike.com che si raccontano,  esempi concreti di come la passione motociclistica sia sempre più “al femminile”. Rossella ha abbandonato l’automobile e orgogliosa appartiene a quel 6% di motociclisti che va in moto 365 giorni l’anno con la sua BMW GS 1200

L’impossibile oltre l’inimmaginabile

Cinquantotto chili di cuore emiliano diviso tra le due passioni di sempre: front office in un hotel a Parma e ride in moto in giro per l’Italia. Rossella Di Nuzzo, cinquant’anni tra tre mesi, in sella da 4 anni, fa accoglienza alberghiera da tanto tempo e nei momenti di libertà sente la necessità di muoversi, mettersi alla prova e ridere in compagnia grazie alla sua moto che l’accompagna ovunque.

Rossella, da dove nasce il tuo amore per le moto?
Il mio primo ricordo di moto risale a quando avevo forse due anni e mezzo. Ero stata lasciata in consegna al nonno, perché i miei genitori erano impegnati, e lui, dopo avermi fatto scoprire l’inimmaginabile, inventò l’impossibile: legò il suo MOTOM alle travi del capanno degli attrezzi con delle cinghie da tapparella e mi fece salire su una specialissima altalena. Mi trovarono lì, felice e ridacchiante, dopo non so quanto.
La passione non si è mai spenta: non sono mai uscita con un ragazzo che non avesse la moto.
La gioia del viaggio si è poi collegata alla vita reale, con un marito che ha condiviso le stesse passioni per tantissimo tempo.
Una svolta dolorosa (ma spesso è così, no?) ha fatto sì che io mi trasformassi da passeggero a pilota, ed eccomi qui, con tanto in meno e molto in più.

Che genere di viaggi fai? Quanto usi la tua moto?
Il mio lavoro mi concede tempo libero in momenti differenti rispetto alla maggior parte dei miei amici, faccio pochi e brevi viaggi veri, ma innumerevoli puntatine sul meraviglioso appennino Tosco-Emiliano vicino casa.
Amo il moto turismo culturale che mi spinge a scoprire posti nuovi densi di storia e magia (che in moto è sempre presente) e la buona tavola locale.
Con la mia prima moto, una naked BMW F 800 R, ho percorso 60.000 Km in quattro anni.
Uso la moto quotidianamente, anche per i piccoli spostamenti casa-lavoro, tanto da aver rinunciato (senza dolore) all’automobile.

GS 1200

Come funziona la tua vita da motociclista a tutto tondo? (senza auto)
Sono felicemente parte del “famoso” (per i motociclisti) 6% che va in moto tutto l’anno “piòva, néva, timpésta” (con pioggia, neve o grandine), come diciamo a Parma. Con le dovute accortezze e protezioni, adoro guidare sotto la pioggia, amo i temporali estivi, i fulmini di notte, le grandi pozzanghere. Trovo emozionante guidare accanto ai cumuli di neve lungo la strada, e se nel bel mezzo dell’inverno si presenta una giornata con quella luce un po’ così… si va, in sella, a caccia di foto in collina.

Tre parole: sfida, moto, vita….

Le sfide della vita… siamo messi alla prova ogni giorno, no? Io vivo di accoglienza, preferisco evitare le sfide che portano al contrasto. Quelle che invece ci fanno migliorare, sì, le amo.
Guidare la moto non è sfidare la vita, ma è completarla, renderla migliore.
In moto i cattivi pensieri volano via, resta solo la bellezza del vento addosso e dei paesaggi meravigliosi. Adesso, poi, i colori dell’autunno mi attraggono a più non posso: l’appennino è una meraviglia.

Come hai deciso di passare al GS 1200?
Da tempo, anzi da sempre, sognavo una moto da enduro stradale. Mio marito ed io abbiamo avuto un GS Adventure, che ho dovuto vendere per ovvi limiti fisici e di capacità. Ora è capitata l’occasione di una GS 1200 standard “da nanetti”, dico io, con assetto ribassato che mi permette di viaggiare con la sicurezza psicologica di appoggiare bene tutto il piede a terra. Era un sogno da realizzare, prima o poi… ed è stato “prima”!

GS 1200

Raccontaci del tuo rapporto con la nuova moto…
Con questa moto mi sento molto più sicura e rilassata nel viaggio, rispetto a prima. La F 800 R è stata un’ottima scuola, tranquilla alla bisogna, aggressiva e scattante quando lo desideravo. Ora con la GS 1200 l’impostazione di guida più dritta mi alleggerisce il peso che prima gravava su braccia e polsi, l’assetto mi permette di avere margini di sicurezza molto migliori: manovrabilità, leggerezza (ebbene sì!), possibilità di correzione delle imprecisioni. Tanta, tanta elettronica in realtà mi mette un po’ d’ansia, ma è una nuova sfida!
Il modello Triple Black è talmente accessoriato che non saprei come migliorarla – avrei tanto voluto riportare sulla nuova moto dei particolari del mio colore-feticcio, il viola, ma sul nero… ho rinunciato.
Ho comunque portato con me due passeggeri d’eccezione, miei compagni di scorribande sulla “piccola” 800: il mio “aiutante pilota”, il pupazzetto di peluche che chiamo il Principe Felice che controlla che la strada sia sicura, ed in coda (come se fosse R2D2 sul caccia a X di Luke Skywalker) l’alieno “adiposo”, il mio vecchio portachiavi di pezza (il keyless ride delle moto recenti ti smorza la gioia dei portachiavi giganti  )
Ma chissà… una volta che avrò imparato a conoscere questo splendido veicolo, oppure un nuovo viaggio, potrebbero spingermi a voler modificare qualcosa.

Un luogo speciale a cui sei particolarmente legata?
Direi che il viaggio dello scorso settembre in Basilicata, la terra di mio nonno paterno, è stato uno di quelli che si possono considerare una sorta di ricerca delle proprie radici, un recupero della memoria attraverso i sapori, i colori. Per me che amo tantissimo la montagna, le Dolomiti Lucane sono state una meraviglia. Le piccole trattorie con la loro cucina casalinga mi hanno fatta tornare bambina, a 10 anni, nella casa di famiglia, dove la mia prozia Emilia cucinava per uno stuolo di familiari esigenti.
Viaggio terminato tra le lacrime, però, per la defezione dello statore della F 800 R. Incidente che mi ha portata alla dolorosa scelta di lasciarla, per una sua “sorella maggiore” GS 1200.

Il tuo viaggio-sogno-nel-cassetto?
Il Nord mi chiama da tanto tempo. Le isole britanniche, e la Scandinavia. Un amico che ha visitato la Norvegia di recente mi ha fatto tornare la voglia di partire per Trondheim, un nome che mi ha sempre fatto venire in mente meraviglie e tempeste (o tempeste meravigliose, di tuoni e lampi).
E, inspiegabilmente, per me che amo monti e foreste, la Mongolia. Misteriosa e lontana, affascinante.

E il prossimo anno?
Il prossimo anno vorrei proseguire il viaggio in Italia che ho iniziato quest’anno. Perché ricordiamoci sempre delle meraviglie che abbiamo sotto casa. Da definire la proposta di un amico di visitare la sua Puglia.
E poi, sicuramente, come tutti gli anni i BMW Motorrad Days a Garmisch-Partenkirchen, da raggiungere ogni volta con un percorso differente tra le alpi italiane, austriache e tedesche.
E poi, si vedrà. Gli appuntamenti fissi con i motoraduni, e magari qualche spostamento verso nuove, meravigliose destinazioni.

gs 1200