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Womenonbike
MissBiker

DONNE CON LE GOMME, le MissBikers di Lisa Cavalli

Lisa Cavalli ha creato la community MissBiker, il gruppo più numeroso di donne bikers, cui ha poi affiancato il network missbiker.com. Ha dimostrato che la passione per la motocicletta unisce le donne al di là dell’età e dell’estrazione sociale. Lisa Cavalli è un vero esempio di passione democratica e consapevole.

In due anni il gruppo creato da Lisa e cresciuto notevolmente e le ha dato numerose soddisfazioni e un rinnovato entusiasmo per affrontare nuove sfide. Nel 2016 e nel 2017 è stato riconosciuto dalla FIM come una delle realtà più importanti nel panorama mondiale del motociclismo femminile: nel 2016 è stato l’unico gruppo italiano in lista e nel 2017 ha rappresentato l’Italia con Kiara Fontanesi nella top 10.
Quest’anno MissBiker è stata interpellata da Facebook che le ha chiesto di raccontare (unica realtà italiana) al Communities Summit Europe di Londra la propria storia e dare consigli agli altri gruppi.

Lisa sta dimostrando al mondo che il motociclismo è anche… donna!

LISA CAVALLI
Lisa Cavalli in officina (fonte Missbikers.com)

– Lisa, com’è nata l’idea di creare un gruppo e poi un network dedicato alle donne che hanno la tua stessa passione?
«All’inizio MissBiker voleva essere un punto di riferimento per tutte le motocicliste che avevano bisogno di consigli e opinioni, e di incontrare altre ragazze con la stessa passione. Un luogo in cui regnasse l’educazione e il rispetto delle opinioni altrui, in cui sentire la “sorellanza” e l’appartenenza a qualcosa. Poi ho capito che al di fuori del gruppo mancava un network dedicato esclusivamente al mondo del motociclismo femminile ed è nato il network missbiker.com. Assieme a un team fenomenale di appassionate abbiamo iniziato a testare prodotti, moto, abbigliamento, caschi e tutto ciò che potesse essere d’interesse per le centaure: da donne per donne. Grazie all’entusiasmo di queste blogger e delle iscritte sono stati pubblicati quasi 400 articoli in due anni. Abbiamo organizzato eventi, partecipato a tante attività, scoperto realtà poco note e creato una rete anche con le aziende che vogliono approcciarsi al panorama femminile.
Il network insomma è qualcosa di distaccato dalla community ma che si rivolge anche a tutti quelli che vogliono conoscere il motociclismo al femminile».
– Chi sono le donne iscritte?
«Direi “amiche”. Certo, non conosco personalmente le oltre cinquemila iscritte ma lo spirito che si respira è davvero simile a una famiglia. Ci sono donne di qualunque tipo e tutte diverse ma con la stessa passione per la moto. Ci sono ragazze che cercano consigli, altre che a 50 anni vogliono prendere la patente e hanno mille paure. Ci sono donne che vivono in Italia e fuori confine, che amano il gruppo per la sua armonia».
Spiegami dal tuo punto di vista la capacità di unire che ha la motocicletta…
«Credo che la motocicletta crei un senso di libertà che ha pochi eguali. Diventa quindi una logica conseguenza che tra motociclisti nascano legami spontanei. Il saluto quando si va in strada ma anche l’aiuto reciproco, la voglia di far festa e di condividere momenti, sentirsi parte di qualcosa al di là del tipo di moto, della disciplina, del genere, dell’età: sono caratteristiche che ho trovato solo nel motociclismo».

LISA CAVALLI
Lisa in sella alla sua Yamaha

– Progetti per il futuro?
«MissBiker ne ha molti. Il prossimo e imperdibile appuntamento sarà il nostro 4° Motoincontro Nazionale del 23-24 giugno 2018 a Lavarone (TN) dove centinaia di motocicliste arriveranno da tutta Italia per ritrovarsi e festeggiare la passione per la moto».
– Parliamo di te: quando è nata e come si è sviluppata la tua passione per la moto?
«A luglio 2014 decisi finalmente di realizzare il mio sogno nel cassetto: acquistare una moto tutta mia. Mi recai al vicino concessionario Yamaha, e Daniele (titolare del negozio) mi mostrò subito una stupenda moto rossa e nera. Era perfetta: sella bassa, manubrio largo, look sportivo. Appena vista ho pensato al tipo di scarico, frecce e portatarga da mettere, ma era l’aspetto meno importante.
Presi la mia Yamaha MT07 al volo. Di ritorno mi resi conto che… non avevo la patente A! Volai alla scuola guida della mia città e mi iscrissi subito. Già col foglio rosa iniziai a fare qualche giro, non solo nel parcheggio ma anche nelle città vicine, prima con qualche amico poi in solitaria.
All’esame per la patente avevo già percorso quasi 5 mila chilometri».
Tutto andò per il meglio e qualche settimana dopo ero in giro per l’Italia».
– Quali sono state le tue esperienze più importanti?
«In quasi quattro anni di guida le esperienze sono state numerose: i corsi di guida mi hanno aiutata a capire meglio la moto e ad affrontare con più sicurezza la strada. Ricordo con piacere tutte le indicazioni e i suggerimenti di Stefano Sacchini di Adventureschool per i corsi in strada, di Barry Rivellini di RocknRoad per la pista (con tanto di prima grattata di saponetta e salti di felicità), di Fabio Fasola per l’off road. Poi le prime chiamate dalle aziende per i test di moto e prodotti: tutto era diventato una sfida da affrontare con entusiasmo».
– Quali consigli dai a chi incomincia a guidare la moto?
«Frequentare corsi in strada e in pista: aiutano a creare fiducia in se stessi e a capire come migliorare la guida. Non si finirà mai di imparare perché guidare la moto ha un’affascinante complessità. E poi consiglio di viaggiare da soli ogni tanto. Essere in strada con il proprio ritmo, con i propri tempi, immergendosi nei propri pensieri e in ciò che ci circonda è qualcosa che spesso è difficile provare in gruppo».
– E a chi in moto ci va già da tempo?
«Consiglio di frequentare corsi, anche in pista. Spesso i moto viaggiatori non considerano la pista ma dal mio punto di vista aiuta ad affrontare anche la strada perché vengono estremizzate posizioni di guida che poi saranno molto utili».
– Sei molto attenta alla sicurezza stradale: perché?
«Andare in moto è anche aver rispetto di se stessi e degli altri. La sicurezza è fondamentale in una passione così pericolosa come il motociclismo. Devo dire che le donne in questo frangente sono molto attente: cercano la giacca con protezioni, il casco più sicuro, il paraschiena più efficace, gli stivali con protezioni. Negli ultimi anni si stanno moltiplicando le aziende che mettono a disposizione dispositivi per la sicurezza per le motocicliste e ciò non può che farmi molto piacere. Vivere serenamente questa passione è anche prevedere di cadere e quindi cautelarsi al meglio per salvaguardare la propria salute».