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Moto Guzzi V7 III

Moto Guzzi V7 III, la entry level di Mandello sempre diversamente uguale a se stessa

E’ la prima rappresentante tricolore nel mondo delle modern classic, con un passato glorioso e un presente in cui condivide la piazza con tante concorrenti agguerrite. E’ la Moto Guzzi V7, giunta alla terza generazione. Una moto con tante personalità, a patto di non voler strafare nei tornanti.

Se siete ragazze alla moda e non avete preconcetti particolari contro le modern classic, sicuramente nella vostra vita di motociclista avete almeno una volta fatto un pensiero sulla V7 di Moto Guzzi. Il perché? Semplice, è una moto che si fa amare tanto dalle principianti quanto dalle più smaliziate per l’erogazione costante ma progressiva e il comportamento sincero. Il modello “moderno” che tutte conoscete è arrivata ormai alla terza serie: esteticamente non si discosta più di tanto dalla moto presentata nel 2007 ma le modifiche ci sono state eccome, tanto nel motore quanto nell’elettronica e nei tanti piccoli dettagli che la rendono il best seller della casa di Mandello Del Lario.

La gamma V7, o la piattaforma come va di moda chiamarle oggi, offre in realtà molte varianti per solleticare i gusti dei motociclisti più disparati a patto che non vogliano strafare: è una moto per bei viaggi, gradevoli moto-passeggiate e persino per il tragitto casa-lavoro, ma se volete correre sull’asfalto o affondare i tasselli nel fango dovete guardare altrove: anche gli allestimenti che ammiccano a questi mondi sono più estetici che di sostanza.


Ma vediamole nel dettaglio queste V7. La base si chiama la Stone, e se siete motocicliste che badano al sodo è quella per voi. Meccanica, motore e telaio sono infatti comuni a tutta la famiglia, entry level compresa. Non chiedete colori speciali, grafiche personalizzate o cupolini extra: per sbizzarrirvi dovete salire di versione (e di prezzo), ad esempio puntando alla Special. Provate a dire questo nome a un guzzista e vi parlerà per ore, il riferimento è infatti a uno dei modelli della vecchia V7 rimasto nel cuore a tanti fan Guzzi. Gli accostamenti di strisce colorare sulle guancette e ripresi sulla banda del serbatoio vengono proprio dagli anni settanta, mentre il resto della dotazione extra include particolari cromati e altri elementi grafici lucidi oltre agli strumenti a doppio quadrante circolare. Minimal chic, a toni di grigio.

Se i dettagli della Special hanno attirato la vostra attenzione, probabilmente sarete colpite anche dalle versioni più “pettinate”, adatte secondo noi alle grandi città (non solo per gli aperitivi però!). Non per niente una si chiama Milano, e per farsi notare sfoggia cerchi in lega, cromature degli scarichi e del maniglione posteriore oltre alla tinta lucida del serbatoio e a fianchi e parafanghi in alluminio.

Sicuramente una moto da lavare spesso, altrimenti addio luccichio!

La Rough è quella che mi disorienta di più. E’ una moto che all’apparenza sembra andare alla ricerca di strade bianche leggere e di avventure più selvagge ma in realtà è piena di dettagli delicati e si comporta esattamente come altre le sorelle della gamma.

Difficile definirla una scrambler, a Mandello la chiamano country cittadina: definireste mai così una vostra amica? Io probabilmente no, ma se voi avete una folgorazione per le ruote tassellate senza pensare lontanamente all’off road forse potete andarla a provare…

Ma attenzione, in mezzo a tante varianti per anime modaiole e delicate, c’è anche trippa per le ragazze più rock’n’roll. Si tratta di Carbon e Racer, i due allestimenti più aggressivi. Se fossero musica, la Racer suonerebbe My Generation degli Who, con il telaio rosso come negli anni sessanta, la tabella porta-numero e i semi-manubri.

La Carbon invece è Paranoid dei Black Sabbath, una moto tutta nera opaca con i coperchi rossi delle teste, molti dettagli in carbonio e la sella di alcantara: fa per voi se avete l’indole della collezionista, solo 1921 esemplari.

Se infine siete sempre in cerca dell’ultimissima novità è arrivato sul mercato da poche settimane il Night Pack per la V7 III Stone. Di che si tratta? Della stessa moto ma con la fanaleria full-led e con un nuovo parafango posteriore più proporzionato, disponibile sia nel classico nero che in altre due tinte bronzo e blu.

Moto Guzzi V7 III
E’ una moto adatta per una ragazza? Sicuramente sì, molto facile da portare ma sfruttabile a dovere nel momento in cui prendete confidenza e diventate amiche. A un prezzo più abbordabile rispetto alle rivali inglesi o tedesche potete mettervi in garage un’icona del motociclismo tricolore, anche se la versione di oggi ha forse un po’ meno carattere della nonna di più di cinquant’anni fa. E’ una moto che se vi conquista nei primi chilometri rimarrà nel vostro garage per un po’, per la facilità con cui passa dal commuting urbano al weekend fuori porta e, perché no, a un viaggio estivo.

Moto Guzzi V7 III

Un neo delle V7 III per le motocicliste di oggi? La gamma colori, sono infatti sparite alcune tonalità sgargianti (come il bel Giallo Denso della seconda serie). Va bene il minimalismo, ma con i colori bisogna pure giocare, no?