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Motomamma

MOTOMAMMA, la passione è contagiosa.

Francesca Germoni ha vinto un concorso fotografico di Donneinsella Magazine, grazie alla sua passione per la moto e alla sua tenacia a perseguirla.

Scopriamo la storia di MotoMamma.

Francesca vive a Monte Cavallo, un piccolissimo comune dell’entroterra marchigiano al confine con l’Umbria, duramente colpito dagli eventi sismici dal 26 ottobre 2016. Nonostante i danni subiti alla sua casa continua a dedicarsi alla sua passione per la moto. Va in giro con tutta la sua famiglia: il marito Giuliano, la figlia Giulia, i figli Domenico e Damiano, e le rispettive fidanzate Margherita e Martina.
Ecco cosa ci ha raccontato motomamma Francesca.

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Francesca e sua figlia Giulia, la moto, una passione contagiosa

Ci racconti la foto che ha vinto il contest fotografico?
Sono con mia figlia Giulia e la fidanzata di mio figlio Damiano, Martina.
È uno dei classici giri domenicali, tra i pochi accessibili dopo il terremoto che ha colpito il nostro territorio dal 26 ottobre 2016. Un itinerario perfetto per far fare pratica alle ragazze, non ancora patentate, provviste solo di foglio rosa.
Siamo in provincia di Macerata, il percorso ad anello parte da Monte Cavallo e passa da Sarnano, Sassotetto, Piani di Ragnolo, Bolognola, Fiastra, Pievebovigliana.
Le ragazze vanno spedite e sicure nonostante l’inesperienza. Davanti, ad aprire la strada, c’è mio marito, che conosce bene il tragitto e guida le ragazze nell’andatura e nelle impostazioni delle curve.
Questo giro è servito alla preparazione della vacanza organizzata lo scorso agosto sulle Alpi Svizzere.

Motomamma, com’è nata la tua passione per la moto?
Come sia nata non lo so, probabilmente è innata. Avevo già il tarlo da bambina, nonostante nessuno della mia famiglia avesse questa passione. All’età di 14 anni ho iniziato ad acquistare le riviste di moto. Mi documentavo convinta di poter realizzare prima o poi il mio sogno: avere una moto senza appoggiarmi ai miei genitori. Per molti anni, andando in macchina, sobbalzavo e sospiravo, sentendo o vedendo una moto.

Come sei riuscita a trasmettere la tua passione a tua figlia?
Da piccola è sempre venuta in moto con me, il padre e i fratelli, quindi probabilmente per lei è da sempre una cosa normale. Ultimamente fremeva e non voleva più uscire in moto come zavorrina, diceva di annoiarsi, soprattutto perché in garage aveva già pronta la moto, una Yamaha YZR 125, che prima era dei fratelli e che non avevamo venduto consapevoli che probabilmente sarebbe diventata di Giulia.
A prescindere da tutto questo, credo che ad accendere la passione di mia figlia sia stata il coinvolgerla nelle mie esperienze. Oltre ai viaggi familiari, nella partecipazione ai vari raduni, in primis quelli del Ducati Monster Club Donna. Sono state esperienze favolose, che consiglio a tutte: noi donne motocicliste siamo speciali, tutte, dalla prima all’ultima.

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Cosa provi quando segui tua figlia in moto?
Un’emozione indescrivibile, gioia allo stato puro, orgoglio, soddisfazione e innegabilmente anche ansia, la stessa che pervade qualsiasi altra mamma.

La maggior parte delle mamme pensa che la moto sia pericolosa e non ama pensare i figli/e per strada. Cosa ne pensi?
Io, prima di essere motociclista, sono donna e mamma fino al midollo e vivo direttamente quella sensazione di paura nel pensare i miei ragazzi per strada da soli con la loro moto. Quello che mi sento di dire a tutte quelle mamme che, per puro egoismo (ritengo io), non permettono ai loro figli di praticare questa loro passione, di non privarli di un richiamo così forte, ma di metterli nella condizione di poter andare in moto nel modo più sicuro possibile. La negazione sarebbe solo temporanea, perché la passione non si spegne e alla prima occasione acquisteranno una moto e guideranno senza esperienza. Fategli fare pratica, corsi di guida sicura, tormentateli ricordando loro in continuazione di stare sempre attenti e di usare prudenza e, soprattutto, di proteggersi con l’abbigliamento tecnico.

Ci sono stati dei periodi in cui non hai usato la moto?
L’unico periodo, per fortuna breve, in cui non ho usato la moto è stato causato dall’ernia cervicale. Appena stemperato il dolore ho ricominciato, piano piano e con tanta pazienza.

Come si può conciliare la vita da mamma con la passione per la moto?
La vita è interamente fatta di compromessi: lo stesso vale per la moto e la famiglia. Una volta si fa contenta la famiglia, un’altra volta lo si fa con noi stesse. Certamente la complicità del partner è indispensabile. Io ho iniziato non giovanissima e quando i miei figli erano “grandicelli” è stato più semplice, per me e per loro.

Qual è il tuo itinerario preferito in moto?
Tutti gli anni, ad apertura e chiusura della stagione (abitando in montagna, sospendo l’assicurazione in inverno) adoro andare a Castelluccio di Norcia. La strada è favolosa e il paesaggio è mozzafiato. Si pranza con un panino con la porchetta, poi si scende dal versante umbro, si prende un gelato a Norcia e si rientra dalla Valnerina, passando da Visso per rientrare a casa.
Quest’anno mi manca, il terremoto che ha devastato il nostro territorio ha distrutto Castelluccio, e nonostante la riapertura a senso unico alternato di alcuni tratti della strada che vi conduce, non ho ancora avuto il coraggio di tornare. Prometto di aprire la stagione 2018 con questo itinerario e invito tutte le motocicliste di Donneinsella Magazine a esplorare questa zona d’Italia meravigliosa.

Motomamma, qual è stata la tua prima moto?
Mi sono sposata giovanissima, a 19 anni, e le priorità sono state ben altre: il lavoro, la casa, i figli… in quel periodo non c’era la possibilità economica di acquistare una moto. Fortunatamente mio marito è un appassionato. Lui, a differenza mia, ha sempre avuto una moto, dal cinquantino prima, alla moto da cross dopo. Così, un po’ forzatamente, abbiamo racimolato i soldi per comprare una moto, adatta per entrambi: abbiamo comprato una Moto Guzzi Breva 750. Io la utilizzavo per gli spostamenti quotidiani, mentre insieme facevano i viaggi.
Un bel giorno (e qui racconto una cosa che farà invidia a molte) mio marito Giuliano mi chiede di fare un giro dal concessionario di moto a Macerata, tanto per sbirciare come avevamo fatto tante altre volte. Appena siamo entrati c’era in bella mostra un Monster 696, da sempre il mio sogno…
Giuliano mi guarda e mi dice: “Ti piace? Devi solo scegliere il colore e te la porti a casa!”
Ho scelto il bianco perla. Senza dubbi è stato il regalo più bello della mia vita, mi emoziono ogni volta che ci penso!

C’è una/un motociclista che è ti è rimasta/o impressa/o per qualche ragione particolare?
Tutte, e dico tutte, le motocicliste che ho avuto la fortuna di conoscere nel corso di questi anni hanno un posto speciale nel mio cuore. Ciascuna di loro mi ha lasciato un segno, un’amicizia che nonostante la lontananza ed il tempo resta indelebile.
Un motociclista speciale, sicuramente non solo per me, è il mitico Sic: sempre disponibile, limpido ed unico. Ricordo di quando al Mugello stava provando il giorno dopo la Moto GP. Mia figlia Giulia gli corre incontro sventolando la sua bandiera e lui rallenta, impenna e la saluta con la mano prima di rientrare ai box.

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Motomamma con le amiche al raduno Ducati Monster Club Donna del 2015

Un messaggio per le mamme-lettrici di Donneinsella?

Mamme, coraggio, trasmettete questa passione ai vostri figli/e, non aspettate che siano grandi, coinvolgeteli da piccoli, sarà sempre qualcosa che nonostante gli inevitabili attriti tra genitori e figli, soprattutto adolescenti, vi terrà uniti e ancora più vicini.
Mi capita spesso di persone che si stupiscono del fatto che i miei figli di 25, 24 e 18 anni, vengano in vacanza con me. Per mio marito e per me è naturale, vi assicuro che ci divertiamo un mondo e non c’è soddisfazione più grande!

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Francesca con tutta la famiglia al Col du Galibier