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Museo Morbidelli

Museo Morbidelli: scompare un pezzo di storia e le moto volano a Londra

Museo Morbidelli: solo pochi giorni fa Il Resto del Carlino aveva annunciato la possibile, alquanto probabile chiusura dello storico museo Morbidelli  con conseguente chiusura e s-vendita (?) delle 350 moto custodite al suo interno.

«Sono ormai tre anni che stiamo ascoltando solamente delle chiacchiere senza arrivare a qualcosa di concreto. Per cui abbiamo in piedi trattative per la cessione della collezione di mio padre. Con chi? No, questo non lo dico. Ma stiamo vagliando una serie di proposte. Valuteremo tutto molto bene anche perché non abbiamo nessuna fretta. La città? Certo che capisco ed io sarei l’uomo più felice del mondo se il museo potesse rimanere a Pesaro, ma non è possibile continuare così»

Dice Gianni Morbidelli, ex pilota di Formula 1 figlio di Giancarlo.

Il museo

Giancarlo Morbidelli aveva costruito questo tempio negli anni, radunando in fila 350 pezzi unici e fuori produzione, senza  limiti cronologici né preferenze sui natali nazionali o meno, lasciando il visitatore in un corridoio di storia dell’ingegneria e del motociclismo italiano.

Lui ha corso, e tanto, vincendo quattro mondiali nelle categorie 125 cc e uno nella 250 cc e, non pago, aveva dato vita a una squadra corse la MBA arruolando anche Graziano Rossi, il papà di Valentino.

Visionario, Morbidelli Sr. ha raggruppato prodotti storici che hanno vinto il mondiale, dalla Benelli a marchi rivali.

Si pensi al modello unico Ducati 125 4 cilindri del ’65…

Persino il prototipo di un’auto, progetto della cooperazione tra Benelli, Castelbarco Albani e Beretta.

Parnership mancate e possibili compratori

Purtroppo questo si tradurrà in un’enorme perdita per Pesaro, nonostante il vano tentativo di coinvolgere gli enti locali e il Ministero dei Beni Culturali.

Nemmeno il contatto con l’ASI – Automotoclub Storico Italiano – ha prodotto risultati soddisfacenti. Il cambio di presidenza ha annacquato i rapporti fino a che non è stato troppo tardi.

Tra i possibili acquirenti si vociferava ci fosse Honda, la multinazionale nipponica il cui fondatore era già stato nelle Marhe proprio per conoscere il patron.

Si vocifera anche di una cessione dell’intero museo a un privato tuttavia la famiglia, irreperibile da qualche giorno, preferisce mantenere il riserbo più assoluto non sbottonandosi oltre quanto già riportato.

London calling…

Cars, classic relocation services

Questa la scritta sui quattro bilici che son stati “beccati” in via Fermo. Battono bandiera inglese e difatti si teme proprio che le 350 moto vadano all’asta nel Regno Unito sotto l’egida della ‘Tomas’ società specializzata in queste operazioni.

MUSEO MORBIDELLI

Epilogo?

Si direbbe di sì.

Purtroppo le condizioni di salute di Giancarlo, la scarsa resa e l’altrettanto bassa affluenza di visitatori hanno indotto il figlio a compiere questa scelta, per alcuni scellerata, ma sicuramente ponderata.

Ci si augura che vogliano tenere le storiche moto di famiglia, perlomeno quelle iridate di Pileri, Nieto, Bianchi e Lega.