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rimske terme

Rimske Terme: COR GAUDENS EXHILARAT FACIEM

Questa era la scritta presente in stanza, esattamente sopra il letto, che può riassumere brevemente il mio weekend all’insegna del relax per un’esperienza che non ha eguali.
Accoglienza calda e professionale, dove ogni persona che lavora all’interno della struttura si preoccupa del benessere di tutti gli ospiti sotto tutti i punti di vista, con una cordialità e una gentilezza che ti fa sentire coccolato ed importante. Un resort a quattro stelle che comprende tre diverse strutture alberghiere collegate, un complesso di tre appartamenti autonomi e un parco stupendo, e che si trova tra le colline nella valle di Rimske Toplice (terme romane): le Rimske Terme, in Slovenia. Un luogo incantevole immerso nella natura e circondato da colline boscose che si trova a 80 km da Lubiana e 90 km da Zagabria.

Un luogo importante, ricco di storia

Questo resort offre servizi turistici moderni in una location con impianti di oltre 2.000 anni di tradizione.
Gli antichi romani, che conoscevano bene le proprietà e le caratteristiche terapeutiche dell’acqua termale, nel 39 a.C. costruirono le prime piscine proprio dove oggi sono presenti le Rimske Terme. Nel corso degli anni la popolarità di queste sorgenti è cresciuta. Per molti anni è stato disponibile solamente alle classi superiori della società e agli alti ufficiali. Solamente negli ultimi anni venne aperto a tutti.
Nel 1486 vennero menzionate in un documento di Aquileia. Nel 1840 vennero acquistate da Gustav Adolf Ulrich, un commerciante triestino, per la moglie Amalia e per curare quello che secondo i medici dell’epoca non era risolvibile.
Dal 1848 le terme ospitarono molti personaggi illustri, tra cui la sorella di Napoleone, la principessa Murat, l’imperatore Ferdinando d’Austria, la principessa del Regno Unito e molti altri.
Durante la seconda guerra mondiale vennero occupate e trasformate in ospedale dai tedeschi.
Dal dopoguerra fino al 1991 vennero utilizzate solamente dagli ufficiali dell’esercito jugoslavo per volere di Tito.
Oggi le Rimske Terme sono totalmente a disposizione di tutti.
Durante gli scavi di costruzione furono scoperti altari marmorei e monumenti votivi alle ninfe, soprattutto a Valetudo, la dea romana della salute e della giovinezza.
Diversi studi infatti hanno dimostrato che l’acqua termale di Rimske è una delle più ricche di tutta la Slovenia, e grazie anche al suo contesto paesaggistico influisce positivamente sul benessere e sul relax degli ospiti.

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Statua di Valetudo

Il resort delle Rimske Terme

Il complesso delle Rimske Terme non solo offre la possibilità di rilassarsi e passare un weekend o un paio di giorni facendosi coccolare: offre molto di più!
Offerta gastronomica di grande stile: ben due ristoranti, uno alla carta, che combina prodotti locali e modernità nella presentazione, e uno a buffet, con uno stile un po’ più internazionale. I piatti sono preparati con sapienza e i prodotti sono di alta qualità, personalmente scelti dagli chef. I menu vengono rinnovati ogni stagione per un’offerta fresca e locale.
Nella caffetteria è possibile provare le diverse tipologie di tisane preparate secondo la tradizione slovena (oppure un buon cocktail), assaggiare i dolci preparati dai pasticceri dell’hotel e godere della musica dal vivo nelle serate di venerdì e sabato e nelle festività.
Un centro wellness ispirato alle antiche terme romane con piscine con acqua termale a 32° sia all’interno che all’esterno e vasche idromassaggio interne ed esterne (35° la temperatura dell’acqua).
Una vasta gamma di trattamenti termali e rilassanti, volti al benessere della persona.

Biosauna alle erbe esterna “Venera”

Diversi tipi di sauna e bagno turco, dalle più standard (sauna finlandese e hammam) a tipologie più ricercate (sauna ad infrarossi, bio-sauna alle erbe e al sale) di cui 3 esterne. Massaggi e altri trattamenti prenotabili direttamente in loco per la cura di tutto il corpo, i quali non solo lasciano benessere fisico ma anche mentale.
Oltre a tutto questo, dei percorsi per la cura di patologie di vario genere e attività a completamento del trattamento, come riabilitazioni o diverse terapie nel centro medico specializzato.
Saltuariamente vengono organizzati anche weekend o settimane dedicate, come quelle relative a corsi di yoga, zumba, attività in acqua, box, tenuti da professionisti e da personale qualificato, disponibili anche in pacchetti già strutturati.
Sempre fruibile agli ospiti invece una palestra fitness.

Entrata al parco dell’hotel

Nei dintorni è possibile fare delle escursioni di nordic walking, camminata, corsa, bicicletta e una moltitudine di attività all’aria aperta. In questa regione della Slovenia poi, grazie al loro amore e totale rispetto per la natura, è possibile prendere a noleggio delle biciclette e delle e-bike (a pedalata assistita) e correre sulle apposite piste ciclabili che si affiancano alla strada principale e che permettono di godere della natura in totale sicurezza.
È presente anche un centro congressi, quindi è possibile prenotare una o più delle cinque diverse sale munite di alta tecnologia multimediale per seminari, conferenze o qualsiasi altro business meeting.
Insomma, un vasto range di offerte dedicate sia ai piccoli ospiti, sia agli over 50, in particolare alle coppie che vogliono passare un weekend romantico, rilassante e rigenerante per staccare completamente dalla routine.

La mia esperienza alle Rimske Terme

Comincio con raccontarvi il mio viaggio di relax.
Io ho soggiornato al Corte Romana 4*, la struttura alberghiera centrale delle tre presenti.

Primo giorno – venerdì

Sono partita da Udine per raggiungere l’hotel.
Partiamo dal fatto che odio dover fare l’autostrada se sto facendo un viaggio di piacere: preferisco metterci un po’ di più ad arrivare ma potermi guardare attorno. Per questo motivo mi sono fatta consigliare un percorso. Pensavo di acquistare la vignetta autostradale per sicurezza, dato che le sanzioni sono molto alte se si entra in autostrada senza averla, ma ho piacevolmente notato che la segnaletica stradale è molto precisa, quindi senza il problema di entrare in autostrada senza accorgersi, come poteva succedere anni indietro.
Da Udine mi sono diretta verso Tarvisio, a nord, per poi attraversare il confine a Kranjska Gora e scendere verso il centro della Slovenia.

Sempre per strade statali, sono arrivata al lago di Bled, che meriterebbe un weekend qui (magari ci penso per il prossimo viaggetto) e me lo sono lasciato alle spalle per procedere verso Lubiana, la capitale, che attraverserò al ritorno.

Lago di Bled

Da Domzale, si prosegue sulla vecchia strada statale che portava a Maribor, con una sosta obbligata a Trojane: non potevo non fermarmi a mangiare un krapfen, sono i migliori in assoluto. Bisogna un po’ attendere vista la quantità di gente che si ferma qui, ma il servizio è veloce e preciso, quindi niente paura se vedere il parcheggio pieno di macchine e corriere e flotte di gente che si avvicinano allo shop.

Krapfen di Trojane

In seguito ho proseguito per Žalec, dove ho fatto una sosta un po’ più lunga. Qui ho incontrato Elisabetta, colei che si occupa del marketing italiano per la struttura e che solitamente si occupa di organizzare le escursioni degli ospiti in zona. Infatti, tutti i posti che ho avuto la possibilità di vedere, collaborano da anni con la struttura alberghiera per fornire un’esperienza più completa ai visitatori. Con lei ho visitato l’Ecomuseo del luppolo e della birra e ho visto la fontana con ben 8 spine di 8 birre diverse!

C’è da dire che la Slovenia è uno dei maggiori produttori al mondo di “oro verde”. La coltivazione del luppolo e la produzione della birra è sempre stata una delle maggiori fonti di reddito e guadagno di questa zona. Proprio per la cultura della birra, della vicinanza della popolazione alla sua coltivazione e produzione, questo museo è stato definito “eco”.

Ingredienti per la preparazione della birra

Al suo interno oltre alla storia e alle illustrazioni di come avviene la produzione, è possibile richiedere una degustazione e/o una cena, solamente su prenotazione almeno un paio di giorni prima della visita. È inoltre possibile vedere un filmato in realtà virtuale (sì, con gli occhiali, a 360 gradi) che racconta la storia e le diverse tecniche di coltura e raccolta del luppolo, cambiate nel corso degli anni. Un’esperienza davvero divertente e coinvolgente!
Da qui siamo andate in una piazza nel centro del paese dove, all’interno di un piccolo parco, si trova la fontana della birra: una fontana circolare con 8 “dispenser” di birra.

Fontana della birra

Bisogna acquistare il boccale da degustazione nel botteghino lì accanto con il quale si può fare la degustazione. Questi boccali di vetro alla base hanno un microchip; una volta appoggiato sul piano della spina da birra il macchinario legge il chip e provvede automaticamente a riempirlo con la tecnica ad immersione, così la birra non fa troppa schiuma. Un progetto davvero interessante e unico nel suo genere. Fortunatamente ho avuto il piacere anche di incontrare un gruppo folkloristico sloveno, con la fisarmonica, che cantava e suonava proprio lì: emozionante!

Dopo una giornata in moto così è ora di andare in hotel, quindi in sella di nuovo verso Celje, dove si svolta verso sud per arrivare alle Rimske Terme.
A primo impatto, quando dalla strada si arriva a Rimske Toplice, si nota solo la scritta sulla collina “Rimske Terme”, completamente in mezzo al verde.

La struttura delle Rimske Terme vista dalla strada

Non vi nascondo che ho pensato “e adesso come cavolo ci arrivo io lì?”. Ovviamente una stradina porta verso l’hotel, molto ripida, in salita e in mezzo alla natura.
Una volta lì, è possibile scendere nel parcheggio sotterraneo apposito per gli ospiti.

Arrivata ho fatto il check in e sono subito corsa in camera per appoggiare le borse: enorme! Una suite spaziosissima con tantissimi comfort. Una piccola reggia all’interno di questa mastodontica struttura.

Dopo la cena a buffet, nel quale era presente qualsiasi tipo di prelibatezza possibile, sono andata ad esplorare il centro wellness: direttamente dalla camera al 7 piano (quello della reception) sono scesa al 4 piano (quello del centro wellness) in accappatoio e infradito per concedermi una sauna ad infrarossi e una sauna finlandese. Ovviamente tutti senza costume come vuole la tradizione di questa zona.

Esperienza da provare: dopo quasi un’intera giornata in sella è l’ideale per riscaldarsi (a metà aprile non è ancora poi così caldo da viaggiare ore e ore in moto) e rilassare tutti i muscoli.

Secondo giorno – sabato

Pronta per affrontare il secondo giorno qui alle Rimske Terme.
Colazione a buffet: ricca e davvero buona.
Un’offerta che comprende dolce e salato, un personal chef pronto a preparare omelette con qualsiasi condimento e un addetto all’estrattore per la preparazione di centrifughe con frutta fresca.

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Piscina termale interna

Ho trascorso la mattinata al centro wellness, nella piscina principale. Il bagno nell’acqua termale è rilassante e i benefici dell’acqua sono certificati.

Nuotare anche all’esterno con soli 7°, nell’acqua con temperatura 32°, è una favola. Indimenticabile anche l’idromassaggio! Sarà l’atmosfera, la location suggestiva, l’otium dovuto al non pensare a niente se non a godermi questi momenti, io mi sono proprio rilassata.

Per chi non lo sapesse – io ne sento parlare da quando avevo 14 anni per questioni scolastiche – l’otium romano è diverso dal nostro intendere l’ozio, l’oziare. Con otium si intende il dolce far niente per prendersi cura del proprio corpo e della propria mente, e a tal proposito sono state inventate le terme, oltre al loro scopo curativo/medico. E finalmente ho potuto provare sulla mia pelle quello che intendevano loro!

Alle 12 e 30 avevo prenotato dei trattamenti: un bagno e un massaggio.
Sono scesa al piano 1 della struttura per andare nella parte storica. Un’entrata pazzesca, bianca con moltissime orchidee e candele che ti fanno rilassare solo a vederle; poi un corridoio che ti porta nel fulcro di questo spazio: un atrio dominato da una statua di una ninfa, anche questa bianca.

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Decorazioni del centro wellness

Un’addetta mi aspettava per il bagno termale in una vasca storica e voi vi chiederete “un bagno?!”, sì, un bagno: il Bagno delle Ninfe.

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Bagno delle Ninfe

Una vasca di marmo solamente per me, dove sono stata per circa 20 minuti da sola, immersa nell’acqua termale calda, circa 36 gradi. L’acqua è presa direttamente dalle sorgenti termali che si trovano a 1.000 metri di profondità e la vasca viene riempita nuovamente ad ogni bagno, quindi si può godere del totale beneficio dei minerali presenti (a discapito della piscina che contiene anche un po’ di cloro).

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Vasca in marmo singola utilizzata per il Bagno delle Ninfe

Immaginate: in una piccola stanza, immersa in questa vasca con acqua calda, da sola, con una musichetta ambient di sottofondo. Occhi chiusi e cullata dal movimento dell’acqua che seguiva quello del mio respiro. E per completare il tutto la tisana delle Ninfe di erbe locali.

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Sala massaggio

Dopo questo bagno mi sono fatta viziare con un peeling e massaggio al sale, al quinto piano. Un massaggio della linea detox, full body, a tratti rilassante e a tratti più vigoroso, nel quale viene utilizzato il sale combinato a degli oli essenziali per stimolare la circolazione e la pulizia dei pori. Penso che la massaggiatrice mi abbia toccato dei muscoli e delle ossa sul collo e la schiena che ignoravo di avere. Però, che dire, io sono rinata! E anche la mia pelle: dopo le saune, il peeling al sale e l’acqua termale era super morbida e liscia.

Nel pomeriggio ho fatto un giretto in zona con Elisabetta per scoprire anche un po’ la cultura e cosa c’è nei dintorni, cosa si può visitare e gustare.
Alla reception il personale è disponibile per fornire informazioni e indicazioni in merito ad eventuali escursioni.
Ovviamente le cose da fare qui sono moltissime, in soli 3 giorni non ho avuto il tempo per andare a vedere tutto e di fare tutto, quindi ho scelto di proseguire il mio percorso sulla birra iniziato a Žalec, andando a visitare Laško.

Esterno del birrificio di Lasko

Purtroppo non sono potuta entrare nel birrificio, ma ho visto la Escape Room Enigmarium che si trova in centro del paese, vicino all’ufficio di informazione turistica, il cui scopo è quello di trovare la formula di successo per la birra. È l’unica Escape Room con questo tema al mondo e prevede anche delle degustazioni per poter “uscire” da lì, non posso dirvi altro! Andateci e provate!

Escape Room Enigmarium a Lasko

E anche la salita al castello non può mancare, al cui interno c’è il ristorante Pavus, gestito da un giovane chef, Marko Pavčnic, promessa della cucina da quando era adolescente, e arredato da un architetto alquanto eccentrico originario della Polonia.

Castello di Lasko

Un altro castello da visitare è quello alto di Celje, una delle tante residenze dei conti di Celje, appunto. La vista dalla cima della torre di Federico è mozzafiato. La storia della famiglia dei conti è divertente e ricca di simpatici aneddoti e avvenimenti assurdi, degna di una telenovela quasi; magari se decidete di andare in questa città, la terza per grandezza in Slovenia, fatevi raccontare qualcosina.

Castello alto di Celje

Celje, uno dei centri maggiori della zona, è una città ricca di palazzi dai colori pastello posti secondo la tradizione romana, lungo un cardo e un decumano principali, al cui incrocio si trova proprio la piazza centrale. Al di sotto di questa città nuova è stata ritrovata l’antica città (Celeia) risalente proprio al periodo romano. Al momento alcuni dei luoghi storici sono anche visitabili, soprattutto dal castello basso di Celje, nei cui sotterranei è possibile camminare sulla vecchia strada lastricata costruita dai romani.

Strada romana lastricata conservata al museo del castello basso di Celje

Da qui siamo tornate a Laško e siamo andate da un apicoltore. La famiglia Šolar ha iniziato questa attività 35 anni fa, cominciando ad allevare le api e a curare il loro stile di vita.

Degustazione di miele all’azienda Solar

La loro è un’azienda biologica e attenta al rispetto della natura e delle api con cui ha a che fare, alla loro importanza, pronta a curarle e ad amarle, a seguire il loro ritmo di vita. Al momento hanno arnie per 120 famiglie di api, distribuite in zona in 7 diversi posti, e producono una cosa come 7 diversi tipi di miele che poi si occupano di confezionare e vendere nel loro negozietto.

Arnie della famiglia Solar a Lasko

Dal miele derivano anche prodotti per la cura della pelle o liquori e dolci, sempre disponibili nello shop.

Prima di rientrare in hotel e concederci una cena di pesce al ristorante alla carta, ci siamo fermate a visitare la casa nativa di Anton Aškerc e l’attuale agriturismo della famiglia. Qui si può visitare la casa natia di Anton, attualmente protetta dai beni culturali perché risale a più di 500 anni fa, come l’albero di sambuco che si trova tra questa e la stalla.

Casa di Anton Askerc

Questa casa è ancora arredata come all’epoca, con il letto matrimoniale, il tavolo da pranzo, la stube che ancora funziona e alcuni attrezzi che molti al giorno d’oggi non sanno neanche cosa siano, e proprio per questo il proprietario Gustav (pronipote di Anton) può farvi vedere e raccontarvi degli aneddoti divertenti. Gustav nel suo agriturismo ha molte pecore e molti animali quindi produce moltissime caciotte, con la ricetta originale di duecento anni fa, e molti salumi che vengono affumicati in questa “cucina nera”, appunto dovuta al fumo della stube, e che possono essere acquistati.

Degustazione dei prodotti prodotti all’agriturismo di Gustav Askerc

Con lui abbiamo fatto una degustazione dei suoi prodotti, che solitamente vengono venduti oppure utilizzati per degustazioni ed eventi folkloristici che si tengono a casa sua.
L’ultima stanza di questa casa è adibita a museo, dedicato ad Anton Aškerc, uno degli scrittori più importanti della cultura slovena e un prete alquanto singolare e controcorrente, al quale piaceva viaggiare e raccontare dei suoi viaggi, amava le altre culture e aveva una mente molto aperta. Le sue idee, all’epoca avanguardiste (è vissuto tra il 1856 e il 1912), erano troppo azzardate sia per quanto riguarda la chiesa, sia per la politica, quindi venne deriso e isolato, anche se venne amato in qualsiasi parte del mondo per il suo spirito. Ad oggi la sua guida turistica di Istanbul è ancora in ristampa.
Dopo essere ritornate in hotel, che si trova a pochi minuti da questo agriturismo, ci aspettava una cena a base di filetto di lucioperca con orzotto con carote, semi di zucca e olio di zucca (una loro particolarità davvero squisita) e dolce al cioccolato.

Terzo giorno – domenica

La mattina, dopo colazione, ho caricato la mia moto per ritornare a casa.
Mi è stata consigliata una strada diversa da quella dell’andata, nella parte più bassa della Slovenia.
Sono partita dalle Rimske Terme e mi sono diretta verso sud per raggiungere la strada che costeggia il fiume Sava da Zidani Most circa fino a Lubiana. Una strada strettina, a tratti a senso unico alternato, ma divertente da fare in moto. Soprattutto è poco trafficata.
Per non farmi mancare assolutamente niente, mi sono tranquillamente fermata per bere un caffè e sgranchirmi le gambe: ma non prendete il caffè turco se volete bere un buon caffè espresso!

Caffè turco a Lubiana

Lubiana è affascinante. Il suo centro non è grandissimo, ma curato e tranquillamente visitabile girandoci a piedi. Un must è la salita al castello, la vista da lassù è stupenda!

Triplo ponte di Lubiana

C’è da dire che c’è sempre un po’ di traffico per le strade, qui invece enormi e piene di corsie, e una sfilza di semafori seminati ovunque.
Dopo aver attraversato Lubiana da nord-est a sud-ovest ho proseguito verso Logatec, e poi verso l’Italia, passando per Kalce, Podkraj e Ajdovščina, verso Nova Gorica e poi Gorizia.
Beh, la strada tra Kalce e Ajdovščina, non potete non farla! Qualsiasi moto abbiate, è uno spasso. 30 chilometri di curve, in mezzo alla natura e ai boschi, passando per piccoli paesini o in mezzo a piccoli gruppi di case isolate. L’unica accortezza attenti alle curve a sinistra: le correnti d’aria che arrivano da valle sono abbastanza forti e improvvise da farvi sbandare.
In questo tratto di strada si costeggia la valle di Vipava, dal nome del fiume che l’attraversa, che si può ammirare dall’alto, sulla sinistra. Poi si arriva a Ajdovščina, il centro della Valle, cresciuta sulle fondamenta di un antico insediamento all’interno di una fortificazione romana.
Da Gorizia ho proseguito la mia strada per rientrare a casa dopo un weekend impegnativo ma interessante e rilassante allo stesso tempo.

Se volete staccare per un long weekend, conoscere una nuova cultura, percorrere strade da urlo, mangiare bene e bere della buona birra, Rimske Terme in Slovenia assolutamente consigliato. Un’esperienza unica che vi rimarrà per sempre in testa e probabilmente anche nel cuore.
Per sentirsi meglio, facendo delle attività divertenti e non impegnative che portano beneficio al vostro corpo e alla vostra mente.

E per quanto mi riguarda: 3 giorni, la mia moto, trattamenti termali, una location da favola e buon cibo. Cosa potevo volere di più?
Una combo da sogno: moto e relax!

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Il cuore allegro esilara il volto

KEEP IN MIND
Kit pronto soccorso e giubbotto catarifrangente: in Slovenia sono obbligatori.
Vignetta: euro 7,50 per le moto con la durata di una settimana, acquistabile prima del confine o ad ogni distributore di benzina, per poter fare l’autostrada.
Per le visite è consigliato controllare nel sito web per conoscere orari e giorni di apertura perché cambiano a seconda della stagionalità. In alcuni siti, per poter effettuare la visita, è obbligatoria la prenotazione qualche giorno prima, quindi è consigliato inviare una email.
Per il birrificio di Laško organizzarsi un po’ di tempo prima: soventi le visite nel fine settimana.