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SICILIA, VIAGGIO NELLA TERRA DEI CICLOPI

Sicilia, una terra baciata dal sole e dal mare, bella da togliere il fiato, dove le storie inventate sembrano reali e la natura assume sembianze mitologiche. Per raggiungerla ho affrontato il gelo dell’Appennino, un’impresa coast to coast che avrebbe fatto desistere chiunque non abbia lo spirito battagliero dei veri centauri

Sono esuberante, cosmopolita, viaggiatrice e poliglotta. Mi fermo solo per noia o cedimento fisico. Da piccola mi chiamavano “la signorina perché” per la mia curiosità.

Il mio stile di vita si spiega in quattro parole: “Buy experiences, not things”.

Possiedo una Ducati 999, rossa, come me! Una belva che non è stata progettata per viaggiare: ma chi l’ha detto che deve restare relegata alla pista?

Sicilia
Valentina sulla strada dell’Etna

Ho intrapreso il mio viaggio in Sicilia dopo che era stato annullato quello in Tunisia. Volevo ripiegare su luoghi caldi e ho deciso in fretta, in sole due ore, dopo aver consultato i siti web Direct Ferries e Booking. Il telepass acquistato all’ultimo minuto, una giacca antipioggia e… via! Il 26 dicembre sono partita. Senza nemmeno controllare il meteo! Dopo pochi km, una bomba d’acqua mi è esplosa addosso. Nel tragitto Rimini-Napoli sorpassi e manovre “poco raccomandabili” non sono consigliati con il diluvio e io, infreddolita e bagnata, ho preferito un’andatura più tranquilla. Dopo una sosta in autogrill per cambiarmi, ho proseguito per Napoli, determinata ad arrivare in Sicilia. Ho pernottato a Valmontone (Roma), in un albergo con ristorante gestito da Giorgio, un motociclista che mi ha sfamato cucinando piatti straordinari. Nello store Tucano Urbano Alessandro mi ha rivestita e salvata da una polmonite certa.

Sicilia

La mattina ho ripreso il viaggio, ignara che avrei incontrato un clima anche più freddo. Raggiunta Napoli, la sera del 28 dicembre mi sono imbarcata (la partenza del traghetto era stata rinviata di 24 ore) e dopo una notte quasi insonne per i rumori e il mal di mare sono sbarcata!
La prima tappa è stata Palermo di cui ho ammirato la Cattedrale, il Palazzo dei Normanni, i Quattro Canti e la Chiesa della Martorana. A pochi chilometri ho visitato Mondello, nota per la spiaggia bianca, il mare azzurro cristallino, la posizione tra i monti Gallo e Pellegrino e le case in stile Liberty.

Sicilia

Ho proseguito in direzione Etna sulle cui pendici ho raggiunto il Rifugio Sapienza dove ho ammirato i Crateri Silvestri, i due coni piroclastici a nord di Nicolosi. Ho oltrepassato Zafferana da cui s’intravedono le coste calabresi e siracusane, e dopo 70 km ho raggiunto Taormina, ambita meta del mondo cinematografico, le cui chiese, i reperti e i siti di gran pregio quali l’Odeon o Porta Messina la consacrano luogo di culto e di cultura. Da Taormina ho raggiunto l’Isola Bella che, come la più famosa Mont Saint Michel, diventa isola quando la marea cresce: il tramonto rende il paesaggio suggestivo e la luna quasi magico. Dopo 50 km ho raggiunto Catania il cui simbolo è la fontana dell’Elefante con la proboscide rivolta verso la Cattedrale Sant’Agata (protettrice e patrona della città), poi piazza Duomo e piazza dell’Università, la Basilica Maria Santissima dell’Elemosina la cui facciata campanile è inconfondibile: sono situate sulla via Etnea, una delle arterie principali, fatta di selciato in pietra lavica dell’Etna.

Sicilia

Dopo altri 160 km ho raggiunto Scicli, una delle città tardo-barocche del Val di Noto, patrimonio dell’Umanità. Ho parcheggiato (dettaglio non trascurabile poiché prima di ripartire ho girato mezza città per ritrovare la moto) e ho visitato i luoghi in cui è stata girata la fiction sul Commissario Montalbano (il municipio è il commissariato di Vigata). La Chiesa di San Bartolomeo è stupenda, quella di Santa Maria La Nova è imponente, in quella di San Giovanni Evangelista è esposto il Cristo in gonnella, denominato così per la veste sacerdotale lunga fino alle caviglie (Cristo di Burgos), nella Chiesa Madre si trova la Madonna Amazzone (o delle Milizie) protettrice della città. Sono da vedere anche piazza Italia, piazza Busacca e l’imponente Madonna del Carmine, monumento barocco con annesso convento (Carmelitani).
Dopo 22 km ho raggiunto Punta Secca, una frazione di Santa Croce Camerina, nel ragusano, dove si trova “Marinella”, la casa di Montalbano, frequentata da Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino, Elvira Sellerio e Andrea Camilleri. Qui il Maestrale mi ha quasi buttata a terra più volte. Ritornare a Catania è stato davvero difficile. Ero intimorita perché la carena faceva ‘effetto vela’ e spesso cercavo di indirizzare la moto controvento per riuscire a procedere diritta. Parte del percorso si è svolto su strade secondarie e poco battute e a nulla è valso fermarmi: il moto contrastava il vento e da ferma riusciva a sbilanciarmi. Anche fare benzina è stato arduo!
Ho percorso altri 140 km e ho raggiunto Acitrezza, la città in cui Giovanni Verga ha ambientato il romanzo “I Malavoglia” e dove, si presume, il cuoco Francesco Procopio dei Coltelli ha inventato il gelato. È famosa anche per i tre faraglioni dei Ciclopi che sono stati scagliati da Polifemo contro “Nessuno” (Ulisse) mentre scappava con i suoi compagni. È uno dei più stupefacenti scenari marittimi della Sicilia.

SICILIA

Ho proseguito per 10 km fino a Stazzo, una piccola frazione di Acireale sul mare, che sorge sulle pendici orientali dell’Etna, costruito su scogliere di origine vulcanica. È stata l’ultima tappa del mio viaggio.
E il rientro? Non l’avevo programmato, ed è stato un bene perché gli amici virtuali del Moto Club I Legionari Calabri mi hanno consigliato di raggiungere Messina e di usare il Telepass per evitare la coda per l’acquisto del biglietto d’imbarco.
Il 3 gennaio sono sbarcata in continente. Roberto, il “Cesare”, aveva pianificato quasi tutta la giornata allertando altri “fratelli” i quali mi hanno accolta in Calabria come fossi una celebrità!

Sicilia

Stupiti nel vedere una motociclista viaggiare sola, mi hanno ospitato e accompagnato lungo un percorso chilometrico di strade mozzafiato con soste a Pollino e Praia al Mare, e lungo la statale Sinnica che attraversa la Basilicata fino alla Puglia. La sera, il freddo mi ha costretto a una sosta ad Acquaviva delle Fonti (Bari), alla Masseria Mofetta, dove avrei prolungato volentieri la vacanza per rilassarmi. Invece, la mattina del 4 gennaio ho ripreso il viaggio sulla A14 lungo la costa adriatica. A pranzo, dopo una doccia calda e un comodo pigiama, ho tributato la Sicilia con l’ultimo pasto a base di arancini e ho ripensato con gratitudine all’aiuto ricevuto dagli amici conosciuti lungo il viaggio, meritevoli di essere ricordati e ringraziati in tutti i miei racconti futuri.

DOVE MANGIARE
Palermo: Pasticceria Oscar, via Mariano Migliaccio 39, tel. 091-682 2381.

Mondello: Touring Cafè Beach, viale Regina Elena 17, tel. 091-684 3026.

Etna, Nicolosi: Rifugio Sapienza, piazzale Rifugio Sapienza, tel. 095-915321.
Taormina: Trattoria – Pizzeria Santa Lucia, via Dietro Cappuccini 8, tel. 0942-628737.
Catania: Ernesto, viale Ruggero di Lauria, 91/93, tel. 095-491680; Razmataz, via Montesano 17/19, tel. 095-311893.
Acquaviva delle Fonti (Bari): Masseria Mofetta, via per Sammichele km 3, tel. 080-759303.

TRAGHETTO
Prenotazione sito web www.directferries.it: ho scelto la GNV, tratta Napoli-Palermo. Il prezzo è esorbitante se si acquista il biglietto a ridosso della data del viaggio. I traghetti offrono più soluzioni, dal posto sul ponte alla cabina.

TIPS 

Cellulare sempre carico, accompagnato da un buon caricatore. Telepass.
Tessera ACI (Gold) che consente, in caso di avaria, di riportare la moto all’indirizzo desiderato.
Bancomat, carta di credito e contanti: meglio diversificare il denaro per non restare senza.
Piccoli attrezzi, torcia, fil di ferro, fascette, wd40, nastro americano, grasso per la catena, antipioggia, lampadine di scorta, bloccadisco, chiave di scorta.
Abbigliamento tecnico, guanti imbottiti (le mani gelate sono pericolose alla guida), calze di lana o pile, sneakers idrorepellenti, jeans e un windstop (meglio con il pile all’interno in modo da togliere e utilizzare separatamente in base al clima).
Un paio di farmaci di routine o di possibile utilizzo (antibiotico, antiinfiammatorio, ecc…), cerotti riscaldanti (li uso per scaldarmi).