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TRA MARCHE E UMBRIA: LA MAGIA DEL PARCO DEI MONTI SIBILLINI

Lontano dalle grandi città, immersi nella natura, nei colori e sapori tipici dei Monti Sibillini. Un fine settimana al confine tra due regioni vagando su strade ricche di incantevoli paesaggi da ammirare in tranquillità, e di curve da pennellare tutte d’un fiato.

Monti Sibillini
L’autrice Francesca Germoni, con Giulia e Tore a Castelliccio di Norcia

Sono nata a Roma, ma dall’età di 19 anni vivo a Monte Cavallo in provincia di Macerata, il più piccolo comune delle Marche. Grazie alla passione della moto ho conosciuto in ogni suo aspetto questa mia splendida terra perciò vi propongo un itinerario che vi porterà alla scoperta dei Monti Sibillini, luoghi nascosti e poco frequentati, in due giorni di emozioni in moto, tutti da gustare!

Monti Sibillini
Monte Cavallo è immerso in un paesaggio montano tra i più belli della provincia di Macerata.

Vi consiglio di partire da Muccia per la sua posizione centrale e facile da raggiungere da chi proviene dall’Adriatico e dal Tirreno tramite la SS77.
Il primo giorno percorreremo circa 90 km, non molti per una giornata, ma abbastanza per affrontare il viaggio con la giusta calma godendo in pieno del percorso che ci porterà nel cuore del Parco dei Monti Sibillini.
Da Muccia ci dirigiamo verso Caccamo percorrendo la SS77var, attraversando alcune frazioni del Comune di Camerino, splendida città ducale (da visitare, ma in un altro giro turistico), da dove proseguiamo per Caldarola, uno dei comuni del comprensorio della Comunità Montana dei Monti Azzurri, tipico borgo medievale. Qui sostiamo per una breve escursione fino al castello Pallotta, la cui edificazione risale alla fine del ‘500, e oggi chiuso al pubblico perché gravemente danneggiato dal sisma. Da Caldarola ci inoltriamo nel Parco dei Monti Sibillini dirigendoci, sulla SP502, alla volta di Sassotetto, località sciistica di Sarnano, tra le più estese della dorsale umbro-marchigiana. Una curiosità: su questa strada ogni anno in estate si svolge la cronoscalata automobilistica Sarnano-Sassotetto. Vi lascio immaginare quanto sia divertente percorrerla in moto.

Monti Sibillini
I Piani di Ragnolo

Al valico che divide Sassotetto da Bolognola troviamo i Piani di Ragnolo, un terrazzo panoramico a 1.500 metri di altitudine da cui si ammirano i più bei panorami sulle Marche e sulle creste dei Monti Sibillini e, nelle giornate limpide, si intravedere il mare Adriatico e le coste croate. Incomincia qui l’itinerario denominato ‘Grande anello dei Sibillini’, una passeggiata tra prati e pascoli ricchi di numerose e colorate varietà floristiche, ideale per rilassarsi o immettersi in sentieri che conducono ai vicini rilievi montuosi. Attenzione però alla temperatura e alle condizioni climatiche che qui possono variare nel giro di poco tempo, in qualsiasi stagione.
Proseguendo il percorso in prossimità del Piazzale di Pintura di Bolognola, per chi non ha difficoltà ad attraversare tratti sterrati in moto o a piedi, vi consiglio di visitare il rifugio del Fargno, il più alto della Regione Marche e posto a 1,820 mt di altitudine, raggiungibile solo il periodo estivo. Completamente disconnesso dalle reti di fornitura di acqua, luce e gas, nel rispetto della natura e per ridurre al minimo l’impatto ambientale, offre anche i piatti tipici della cucina locale e il pernottamento su prenotazione.

Monti Sibillini
Il rifugio del Fargno

Riprendiamo il viaggio sulla SP120, in direzione Bolognola, piccolo centro sciistico dell’Alta Valle del Fiastrone, fino ad arrivare a Fiastra: ferita al cuore dal terremoto, sta cercando di risorgere dalle macerie. Nelle vicinanze si trova l’omonimo lago, un bacino artificiale incantevole che vi farà innamorare. Vale la pena di affrontare il viaggio da tutta l’Italia solo per vederlo.
Riprendiamo la strada che conduce a Polverina, nelle cui vicinanze si trova il lago omonimo, molto apprezzato per la pesca sportiva e lo scenario in cui è calato.
Di nuovo a Muccia (dove torneremo per pernottare) proseguiamo sulla SS77 quindi sulla SP209 e dopo oltre 1 km di curve sulla SP20 che conduce a Monte Cavallo, dall’aspetto medioevale, situato tra le montagne, dove la quarta domenica di luglio, si tiene la sagra del castrato e del formaggio pecorino.

Monti Sibillini
Il ristorante “Il nido dell’aquila, gestito da Renzo Budassi. Renzo è un esempio di solidarietà. Ospite in un campeggio sulla costa dopo i danni subiti dal terremoto (casa distrutta, ristorante inagibile), ogni mattina si recava a Monte Cavallo per preparare da mangiare ai terremotati del luogo, alle forze dell’ordine e a quanti lavoravano in zona per fronteggiare l’emergenza.

Consiglio vivamente di cenare al ristorante “Il nido dell’aquila” gestito dal mio amico Renzo il quale vi accoglierà con i sapori tipici e unici della mia terra. Alla bottega Testiccioli potete rifornirvi di salumi tipici artigianali, in particolar modo del mitico ciauscolo IGP, un insaccato spalmabile che non ha eguali.

Monti Sibillini
Il Ciauscolo, tipico salame delle Marche, non viene affettato ma “spalmato” sul pane

Il giorno dopo riprendiamo la strada da Muccia con l’obiettivo di raggiungere Castelluccio di Norcia dopo circa 90 km. A causa del terremoto alcune strade sono interdette, ma noi ci arriviamo ugualmente dirigendoci a sud sulla SP209 verso Visso, altro borgo caratteristico dell’entroterra maceratese, da dove incomincia l’altro versante del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Ci inoltriamo nella Valnerina, la valle del fiume Nera, che nasce nelle Marche e, attraverso l’Umbria, raggiunge Terni, l’antica Interamna Nahartium, la città di San Valentino, protettore degli innamorati di tutto il mondo. Da qui si raggiunge Orte, nella provincia di Viterbo, dove ogni anno, il venerdì santo si tiene la Processione del Cristo Morto, la più antica d’Italia poiché risale al Duecento.
Partendo quindi da Visso attraversiamo le gole della Valnerina per immetterci sulla SS209/SP209 e dopo circa 40 km giungiamo a Norcia, il cui nome già evoca il suo punto di forza, la norcineria, nobile arte della lavorazione della carne suina. È la città sabina patria di San Benedetto, tipiche le mure di cinta e la sua forma a cuore.
Da Norcia ci dirigiamo a Castelluccio di Norcia percorrendo vari chilometri di curve sulla SP477. Il piccolo borgo é uno dei centri abitati più elevati dell’Appennino, a 1452 mt di altitudine e offre un panorama straordinario sulle tre piane: Pian Grande, Pian Piccolo e Pian Perduto, 15 kmq dominati dall’imponente monte Vettore. Qui si assiste a uno spettacolo della natura unico al mondo, la fioritura, che per alcune settimane dell’anno (tra la fine di maggio e gli inizi di luglio, secondo la stagione) offre un incredibile mosaico di colori che riempie lo sguardo e il cuore.

Monti Sibillini
La fioritura delle lenticchie a Castelluccio di Norcia

Chi desidera percorrere altri 70 km può dirigersi nuovamente verso Norcia sulla SS685 in direzione Borgo Cerreto, paese medioevale noto per la raccolta dei tartufi neri e che raggiungiamo dopo una ventina di chilometri di curve e discese. Proseguiamo verso sud prima, attraverso la SS685 e poi dalla SS209 Valnerina, incontrando altri tipici borghi umbri fino alle Cascate delle Marmore, una delle più alte d’Europa (165 metri), costruita dagli antichi Romani. Marmore, il vicino paese medioevale, è uno dei borghi più belli della Valnerina.

Dormire
Eremo Beato Rizzerio – Muccia (333-9487994)
B&B La Collina dei Ciliegi – Colle Altino di Camerino (331-8384659)
B&B Il Borgo – Visso (339-1601018)

Mangiare
Ristorante Il nido dell’aquila – Monte Cavallo (338-8252967)
Ristorante Il Vecchio Molino – Casavecchia di Pieve Torina (339-8712991)
Pizzeria da Nonna Papera – Muccia (366-2545179)
Ristorante Carnevali – Maddalena di Muccia (0737-646138), sito web: motelristorantecarnevali.com

Monti Sibillini
Crescia salsiccia e cavoli strascinati , un piatto dalle origini contadini marchigiane: verza, patate, salciccia e olio extravergine